A Lione, in Francia, è stato registrato il primo caso umano conosciuto e il relativo decesso causato dal virus Shamonda, virus noto da decenni in ambiente veterinario. Ecco cosa ne pensa l’infettivologo Matteo Bassetti.
Virus Shamonda, che cos’è?
Cresce l’attenzione nei confronti del virus Shamonda dopo il primo caso umano registrato in Francia.
All’Adnkronos queste le parole della portavoce dell’esecutivo Ue per la Salute Eva Hrncirova: “in seguito alla notifica da parte della Francia del primo caso umano in assoluto, riscontrato in un paziente gravemente immunocompromesso. Non è ancora noto se l’infezione da questo virus abbia contribuito al decesso del paziente. Siamo in stretto contatto con l’Ecdc, l’Efsa e le autorità nazionali competenti per comprendere le potenziali implicazioni per la salute umana e animale.
Il Laboratorio di riferimento dell’Ue (Eurl) per la salute pubblica è stato attivato ed è pronto a supportare gli Stati membri con analisi di laboratorio, qualora necessario.” Il virus Shamonda appartiene al genere Orthobunyavirus e al sierogruppo Simbu. Come riporta il sito del World Oganisation for Animal Health, questo virus è stato identificato per la prima volta in Nigeria nel 1965 ed è conosciuto soprattutto come patogeno animale. Si tratta per l’esattezza di un virus trasmesso da vettori, ovvero piccoli insetti che lo trasportano da un ospite all’altro.
Il contagio avviene attraverso la puntura di moscerini ematofagi del genere Culicoides, che possono trasmettere il patogeno agli animale.
Shamonda virus, parla Bassetti: “Ora si apre una nuova fase dell’indagine”
Cresce dunque la preoccupazione per il virus Shamonda, dopo il primo caso umano registrato. Queste le parole dell’infettivologo Matteo Bassetti: “Si apre una nuova fase delle indagini su un virus conosciuto da decenni negli animali. Shamonda, abbreviato in Shav. È stato identificato per la prima volta in Nigeria negli anni Sessanta e successivamente segnalato negli animali in altre aree dell’Africa e in Giappone. I bovini sono considerati i principali ospiti, ma l’infezione è stata rilevata anche in altre specie. Il passaggio tra gli animali avviene attraverso piccoli insetti pungitori del genere Culicoides, moscerini che si nutrono di sangue”. L’infettivologo ha anche confermato che per il paziente francese l’ipotesi principale “è la puntura di un insetto infetto nell’est della Francia, dove è stata segnalata la circolazione del virus negli allevamenti. Nessun allarme, ma dovrà essere cercato questo virus quando ci si imbatte in sintomi compatibili.”
