> > Virus Shamonda, primo caso di umano infettato: il paziente è morto

Virus Shamonda, primo caso di umano infettato: il paziente è morto

Virus Shamonda, primo caso di umano infettato: il paziente è morto

Il virus Shamonda arriva all’uomo per la prima volta: ipotesi di contagio attraverso la puntura di piccoli moscerini. L'allarme dopo la morte del paziente.

Primo caso umano di virus Shamonda: un paziente gravemente immunodepresso è morto in ospedale a Lione. Il patogeno, finora associato soprattutto alle infezioni nei bovini, non era mai stato rilevato nell’uomo. Le autorità sanitarie hanno avviato le indagini, ma al momento escludono rischi per la popolazione generale.

Come si trasmette il virus Shamonda e perché è stato individuato anche in Europa

L’ipotesi attualmente al vaglio degli esperti è che l’uomo sia stato contagiato attraverso la puntura di un insetto del genere Culicoides, piccoli moscerini ematofagi responsabili della trasmissione del patogeno agli animali. La possibile esposizione sarebbe avvenuta nella Francia orientale, dove la presenza del virus negli allevamenti era stata segnalata durante la primavera e l’estate del 2026.

Appartenente al gruppo degli ortobunyavirus e al sierogruppo Simbu, il virus Shamonda è stato identificato per la prima volta in Nigeria a metà degli anni Sessanta ed è stato successivamente rilevato in modo sporadico in diverse aree dell’Africa e in Giappone.

Fino a tempi recenti, le infezioni conosciute riguardavano prevalentemente i bovini, considerati i principali ospiti animali, ma sono stati segnalati casi anche in piccoli ruminanti ed equini.

La scorsa estate il patogeno è stato individuato per la prima volta in diversi Paesi dell’Europa centro-occidentale, tra cui Francia, Germania, Svizzera, Paesi Bassi, Belgio, Austria e Liechtenstein. A settembre, inoltre, alcuni focolai sono stati riscontrati in allevamenti di bovini da latte nelle province italiane di Trento e Bolzano.

Virus Shamonda, primo caso umano in Francia: paziente morto a Lione

Un uomo è morto a Lione, in Francia, dopo aver contratto il virus Shamonda, un agente patogeno finora noto per colpire soprattutto i bovini e per il quale non erano mai state documentate infezioni nell’essere umano. Il decesso, avvenuto all’inizio di ottobre presso gli Hospices Civils di Lione, rappresenta il primo caso umano conosciuto.

Secondo quanto comunicato dalle autorità francesi, il paziente era affetto da una «grave immunodepressione», condizione che potrebbe averlo reso particolarmente vulnerabile all’infezione. Gli accertamenti effettuati suggeriscono inoltre che le complicazioni cerebrali sviluppate prima della morte fossero «con ogni probabilità, riconducibili all’infezione da virus Shamonda». Le autorità precisano, tuttavia, che si tratta di un episodio eccezionale e che, sulla base delle informazioni attualmente disponibili, non è stato individuato alcun rischio per la salute della popolazione generale. Le indagini sono ancora in corso per chiarire le modalità con cui il paziente avrebbe contratto il virus.

Dopo la scoperta del primo caso umano, le autorità francesi hanno informato l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), che ha confermato di essere «in contatto con le autorità francesi e con i partner europei per esaminare le potenziali implicazioni per la salute pubblica».

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app