Il 30 ottobre l’elezione di turno unico in Brasile ha decretato la vittoria di Luiz Inácio Lula da Silva, che ha superato il figlio di Jair Bolsonaro, Flávio Bolsonaro, con il 51,8% dei voti contro il 48,2% del suo avversario. Con più del 98,7% delle schede conteggiate, la Corte Elettorale ha proclamato Lula presidente per la quarta volta, un risultato inatteso dopo il primo turno in cui era arrivato secondo.
Lula conquista un quarto mandato storico
All’età di 80 anni, Lula non solo diventa il primo presidente brasiliano a vincere quattro mandati, ma anche il primo a ribaltare una sconfitta al primo turno per poi prevalere al ballottaggio. Dopo aver raccolto il 45,2% al primo turno rispetto al 47,0% di Bolsonaro, il leader del Partito dei Lavoratori ha riunito gli elettori indecisi e ha rilanciato i programmi sociali, sostenendo soprattutto la gratuità dei trasporti pubblici nei fine settimana.
Questa strategia ha consolidato il suo tradizionale sostegno nel Nord-est, regione che ha fornito il margine decisivo nella fase finale del conteggio.
Il prolungamento delle urne: cause e polemiche
Nel pomeriggio del giorno del ballottaggio, le autorità elettorali hanno accettato le richieste di entrambi i fronti, concedendo due ore aggiuntive di voto fino alle 19:00 ora di Brasilia.
Il provvedimento, emanato dal giudice supremo Cristiano Zanin, è nato per far fronte a problemi logistici: in São Paulo e Bahia i trasporti pubblici erano stati ridotti, mentre in diverse zone del Sud piogge torrenziali impedivano il raggiungimento dei seggi. Alcune sezioni, però, avevano già chiuso i seggi prima dell’estensione, creando confusione tra gli elettori e alimentando le accuse di interferenza elettorale.
Reazioni dei protagonisti
Flávio Bolsonaro ha immediatamente denunciato l’estensione come una «sacanagem», sostenendo che le regole erano state cambiate a metà partita. Il suo padre, Jair Bolsonaro, ha promesso di avviare una causa per annullare il risultato, accusando il giudice Zanin di parzialità per il suo passato ruolo di avvocato di Lula. Dal canto suo, Lula ha definito il risultato una vittoria contro il negazionismo e le pressioni esterne, sottolineando la necessità di difendere la sovranità nazionale.
Le contestazioni legali e la risposta delle istituzioni
Il Ministero della Polizia Federale ha aperto un’indagine su presunte interruzioni dei trasporti in cinque stati, inclusa la detenzione del responsabile del trasporto pubblico di Salvador per presunti ordini di taglio delle linee. Bolsonaro e i suoi sostenitori hanno già presentato un ricorso in Corte Suprema, chiedendo l’annullamento della votazione. Nel frattempo, la comunità internazionale ha espresso posizioni contrastanti: leader sudamericani come il presidente messicano Claudia Sheinbaum hanno lodato la democrazia brasiliana, mentre esponenti del centro-destra statunitense hanno criticato la decisione di estendere le ore di voto.
La partecipazione elettorale: un fattore decisivo
Secondo AtlasIntel, il tasso di astensione è sceso notevolmente rispetto al primo turno, dove circa 33,4 milioni di elettori (21%) non hanno votato. Con un margine di poco più di 2,2 milioni di voti al primo turno, anche un lieve aumento della partecipazione è stato sufficiente a invertire la precedente classifica. Lula ha spinto gli elettori con messaggi finali di speranza e promesse concrete, tra cui la riduzione delle tariffe dei trasporti, fattore che sembra aver mobilizzato gli strati più poveri della popolazione.
Implicazioni per il futuro politico del Brasile
Il ritorno di Lula alla Casa Civica riaccende il dibattito sulla separazione dei poteri e sul ruolo dei tribunali nella politica. Le richieste di riforma giudiziaria avanzate da Flávio Bolsonaro, nate dalle vicende legali del padre, trovano eco in una parte dell’opinione pubblica conservatrice. D’altro canto, Lula ha messo al centro della sua agenda la difesa della sovranità nazionale e la lotta contro le interferenze esterne, ricorrendo a esempi come le pressioni commerciali statunitensi sul settore agroalimentare. Il nuovo mandato, quindi, dovrà confrontarsi sia con le sfide interne di coesione sociale sia con le tensioni diplomatiche nella regione latino-americana.
