(Adnkronos) –
Un’epidemia di un nuovo batterio si diffonde nel mondo: è lo scenario (immaginario) con cui l’Organizzazione mondiale della sanità ha messo alla prova la preparazione dei Paesi nella risposta alle pandemie e ad altre gravi emergenze sanitarie. Si chiama Polaris II, è un esercizio di simulazione di alto livello della durata di 2 giorni e ha coinvolto 26 Stati e territori, 600 esperti di emergenze sanitarie e oltre 25 partner dell’agenzia Onu.
Il test ha riguardato ogni passaggio della risposta a un’ipotetica minaccia, fino all’attivazione delle strutture della forza lavoro di emergenza, e al flusso di informazioni e coordinamento tra ogni attore a livello globale e l’Oms. Non è la prima volta che si procede con questi test globali. Già nell’aprile dell’anno scorso era stato organizzato Polaris I, che si concentrava in quel caso su un virus immaginario.
Ogni Paese partecipante ha attivato la sua struttura di coordinamento e ha lavorato in condizioni di vita reale per condividere informazioni, allineare le politiche e aumentare la propria forza lavoro.
“L’esercizio Polaris II ha mostrato cosa è possibile quando agiamo insieme. Ha dimostrato che la cooperazione globale non è facoltativa, è essenziale”, ha commentato il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus.
“Questo è lo scopo del Global Health Emergency Corps: coordinamento tra la forza lavoro di emergenza, costruire fiducia, rafforzare le connessioni e lavorare come se si fosse una cosa sola attraverso i confini”.
La simulazione ha messo in pratica due quadri chiave dell’Oms: il quadro del Global Health Emergency Corps che fornisce informazioni su come rafforzare la forza lavoro sanitaria nel rispetto dei principi di sovranità, equità e solidarietà e migliora la collaborazione tra i Paesi sostenendo lo scambio di informazioni e rafforzando lo schieramento del personale di emergenza a livello regionale e globale quando necessario; e il quadro nazionale di avviso e risposta alle emergenze sanitarie. E’ stato poi esplorato l’uso di strumenti abilitati all’intelligenza artificiale per supportare l’organizzazione e la pianificazione della forza lavoro.
“Simulando la diffusione di un pericoloso agente patogeno in condizioni di vita reale, l’esercizio Polaris II ci ha aiutato a trasformare in azione i piani esistenti. Non è sufficiente avere piani su carta, ciò che conta è come si comportano nella pratica”, ha evidenziato Edenilo Baltazar Barreira Filho, direttore del Dipartimento emergenze sanitarie pubbliche, ministero della Salute, Brasile.
La simulazione ha dato anche l’opportunità di esercitarsi sulla fornitura coordinata di competenze tecniche e supporto ai Paesi da parte di oltre 25 agenzie e organizzazioni sanitarie nazionali, regionali e globali, tra cui i Centri africani per il controllo e la prevenzione delle malattie, la Federazione internazionale delle società della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa, Medici Senza Frontiere, il Robert Koch Institute, Uk-Med, Unicef e reti di emergenza come il Global Outbreak Alert and Response Network, l’iniziativa Emergency Medical Teams, Standby Partners e l’International Association of National Public Institutes.
“L’esercizio Polaris II”, parte di HorizonX (il programma di esercizi di simulazione pluriennali dell’Oms), “ha mostrato cosa succede quando i Paesi sono preparati e pronti ad agire insieme”, ha evidenziato Chikwe Ihekweazu, direttore esecutivo del programma di emergenza sanitaria dell’Oms. La seconda edizione della simulazione ha visto la partecipazione di un numero maggiore di Paesi e ha previsto la collaborazione attraverso nuove reti come il recente Health Emergency Leaders Network per l’Africa e il Mediterraneo orientale.
—
internazionale/esteri
webinfo@adnkronos.com (Web Info)