Le trattative tra Iran e Stati Uniti per un accordo di pace sono in una fase cruciale. Dopo mesi di negoziati, le parti sembrano essere vicine a un’intesa che potrebbe cambiare il corso del conflitto. Il premier pakistanoShehbaz Sharifha dichiarato che “la pace non è mai stata così vicina come lo è adesso”.
Il ministro degli Esteri iranianoAbbas Araghchiha confermato che il memorandum d’intesa di Islamabad è “mai stato così vicino alla conclusione”. Tuttavia, ha invitato a evitare speculazioni sul contenuto dell’accordo. Anche il presidente degli Stati UnitiDonald Trumpha commentato positivamente le dichiarazioni di Araghchi, ripostando il suo tweet su Truth.
Le dichiarazioni dei leader internazionali
Le dichiarazioni dei leader internazionali hanno suscitato grande interesse. Il ministro della difesa israelianoIsrael Katzha affermato che Israele manterrà la libertà di agire per impedire all’Iran di ottenere armi nucleari. “Israele deve garantire che, anche in futuro, manterremo la capacità di agire in modo indipendente per impedire all’Iran di ottenere armi nucleari”, ha dichiarato Katz.
Il vice presidente americanoJD Vanceha precisato che l’Iran non riceverà fondi solo per la firma dell’accordo. “Vedo un sacco di informazioni false su un potenziale accordo per riaprire lo Stretto e porre fine al programma di armi nucleari dell’Iran. Primo, gli iraniani non ricevono contanti, e nessun fondo viene sbloccato, solo per firmare un accordo o partecipare a un incontro”, ha scritto su X.
Le condizioni dell’accordo
Uno dei punti chiave dell’accordo riguarda la gestione dello Stretto di Hormuz. Araghchi ha dichiarato che “la gestione dello Stretto di Hormuz non tornerà al sistema precedente alla guerra. Saranno applicate tariffe per i servizi nello stretto e tali servizi non saranno più gratuiti”. Ha inoltre sottolineato che lo Stretto di Hormuz è sotto la sovranità dell’Iran e dell’Oman.
Un altro punto cruciale è il ritiro di Israele dalle aree occupate nel sud del Libano. Araghchi ha affermato che “porre fine alla guerra nell’accordo significa anche il ritiro di Israele dalle aree occupate nel sud del Libano”. Ha aggiunto che “il momento migliore per porre fine a una guerra è quando si ha il vantaggio; siamo davvero vittoriosi sul campo di battaglia”.
Le reazioni internazionali
Le reazioni internazionali sono state variegate. Gli Emirati Arabi Uniti hanno accettato di sbloccare miliardi di dollari per l’Iran, una mossa che coincide con le fasi finali dei negoziati. Due fonti regionali hanno riferito che gli Emirati hanno accettato di sbloccare un totale di 10 miliardi di dollari, di cui oltre 3 miliardi sono già stati versati.
La Svizzera si è detta disponibile a ospitare la possibile firma del memorandum d’intesa. Il ministero degli Esteri elvetico ha riferito all’Afp di essere “pienamente impegnato” e in stretto coordinamento con Stati Uniti e Iran. Berna ha spiegato di essere coinvolta nel sostegno al memorandum d’intesa volto a consolidare la tregua e favorire una de-escalation del conflitto.
Le trattative sono ancora in corso e la situazione è in continua evoluzione. Le prossime settimane saranno cruciali per determinare il futuro delle relazioni tra Iran e Stati Uniti e la stabilità della regione.
