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Negoziati Usa-Iran, Araghchi: bozza sarà firmata digitalmente nei prossimi giorni

Negoziati Usa-Iran, Araghchi: bozza sarà firmata digitalmente nei prossimi giorni

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha detto che la bozza dell'accordo con gli Stati Uniti sarà firmata inizialmente in modalità digitale; il memorandum include la revoca del blocco navale, misure sullo Stretto di Hormuz e lo sblocco di ingenti fondi dall'area del Golfo.

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha confermato che la bozza di un memorandum d’intesa con gli Stati Uniti non è ancora definitiva, ma che la firma avverrà in modalità digitale non appena saranno concluse le fasi finali dei negoziati. Secondo le sue dichiarazioni, la sigla del documento sarà eseguita “a distanza” e “ciascuna parte firmerà a distanza“, con la prospettiva che l’annuncio pubblico segua immediatamente la conferma della firma.

Araghchi ha enfatizzato che l’intesa non è ancora raggiunta in maniera definitiva, sottolineando modifiche ripetute al testo e la necessità di soddisfazione reciproca prima della formalizzazione. Tra le misure più concrete citate dal ministro vi sono impegni a non ricorrere alla guerra o alle minacce, il rispetto della sovranità reciproca e l’impegno a non interferire negli affari interni.

Modalità della firma e tempistica annunciata da Araghchi

Il punto centrale comunicato dal ministro è la procedura della sottoscrizione: la firma avverrà “inizialmente in modalità digitale” e potrebbe concretizzarsi “nei prossimi giorni“. Araghchi si è detto fiducioso riguardo alla conclusione delle fasi finali dei negoziati e ha spiegato che, una volta completata la procedura di firma remota, verrà annunciato ufficialmente che il memorandum d’intesa è stato sottoscritto da entrambe le parti.

Ha inoltre precisato che il testo è stato modificato più volte durante il negoziato, segnalando una negoziazione ancora in divenire.

Clausole chiave: revoca del blocco navale e gestione dello Stretto di Hormuz

Tra i punti concreti che Araghchi ha indicato come inclusi nel memorandum figura la richiesta che “Il blocco navale deve essere completamente revocato. Questo è il primo punto previsto nell’accordo“. La questione dello Stretto di Hormuz è stata descritta come centrale: secondo il ministro, lo stretto è uno degli “strumenti di deterrenza più importanti” per l’Iran e la sua amministrazione, nella visione espressa da Teheran, non tornerà alla situazione precedente al conflitto.

Araghchi ha inoltre annunciato che la gestione dello stretto non sarà più basata sul modello di gratuità applicato per anni: i servizi forniti nelle acque dello stretto diventeranno soggetti a tariffe. Ha precisato che lo Stretto di Hormuz è, a suo avviso, sotto la sovranità dell’Iran e dell’Oman e che non esiste un passaggio marittimo internazionale nello stretto, ribadendo che il pagamento dei servizi sarà obbligatorio in futuro.

Valore finanziario e ruolo degli Emirati Arabi Uniti

Nel contesto delle trattative, sono emerse indicazioni su possibili movimenti finanziari che coinvolgerebbero gli Emirati Arabi Uniti e fondi iraniani. Fonti citate in ambito diplomatico hanno parlato di un meccanismo che porterebbe allo sblocco di miliardi di dollari per l’Iran: in una delle ricostruzioni si parla di circa 10 miliardi di dollari di cui oltre 3 miliardi di dollari sarebbero già stati trasferiti, mentre altre fonti indicano una cifra fino a 20 miliardi di dollari. Tali somme sarebbero state valutate alla luce della cessazione degli attacchi contro gli Emirati e come parte delle dinamiche che accompagnano la fase finale dei negoziati.

Asset congelati e ricostruzione

Araghchi ha inoltre affermato che, qualora il memorandum d’intesa venisse firmato, gli asset iraniani congelati sarebbero sbloccati: “Se il Memorandum d’intesa verrà firmato, gli asset iraniani congelati saranno sbloccati“, ha detto, precisando che nessuno dei beni iraniani sarebbe più autorizzato a rimanere congelato. Il ministro ha aggiunto che è stato elaborato un piano volto a compensare i danni subiti dall’Iran, indicando quindi l’intenzione di affrontare anche la dimensione finanziaria della ricostruzione post-conflitto.

Nel quadro delle comunicazioni ufficiali sono inoltre emerse affermazioni politiche più ampie: Araghchi ha dichiarato che la fine della guerra, per l’Iran, coincide con una posizione di forza sul campo e ha incluso nella discussione la richiesta che l’accordo preveda il ritiro di forze straniere da aree specifiche, menzionando il ritiro di Israele dal sud del Libano come parte della definizione di fine del conflitto.

Araghchi ha espresso fiducia sulla conclusione positiva del negoziato e ha annunciato che, una volta completate le fasi finali, il processo di firma sarà annunciato pubblicamente.

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