In una giornata di alta tensione, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato su Truth l’accordo con l’Iran e l’annullamento dei raid previsti per la scorsa notte. “Abbiamo ottenuto tutto quello che volevamo”, ha dichiarato durante un comizio virtuale. Secondo fonti, la cerimonia di firma di un “memorandum di intesa” tra Washington e Teheran potrebbe avvenire nei prossimi giorni a Ginevra.
La Repubblica islamica ha smentito le dichiarazioni americane, definendole “un’illusione americana”, mentre i media persiani hanno rivendicato che il testo dell’accordo è quello proposto dall’Iran. Trump ha anche criticato l’Europa, affermando che “finora non è stata utile, potrebbe esserlo in futuro”. I mercati hanno reagito positivamente: Wall Street ha registrato un aumento dell’1,64% del Dow Jones, mentre il petrolio è sceso di oltre il 3%.
Gli attacchi e le reazioni
Nella giornata di giovedì, Stati Uniti e Iran si sono scambiati attacchi per il secondo giorno consecutivo. Prima dell’annuncio di Trump, i leader statunitensi avevano accusato Teheran di trascinare le trattative. I media iraniani hanno riferito di esplosioni nel sud del Paese, nei pressi dello Stretto di Hormuz, con deflagrazioni udite a Bandar Abbas, Qeshm e Minab.
Il Comando centrale statunitense (CENTCOM) ha dichiarato di aver “concluso” i propri attacchi contro “le capacità iraniane di sorveglianza militare, i sistemi di comunicazione e le postazioni di difesa aerea”. Le forze statunitensi hanno impiegato munizioni di precisione contro obiettivi iraniani che rappresentavano una minaccia per le truppe statunitensi e per le navi commerciali internazionali.
La risposta iraniana
L’Iran ha risposto agli attacchi statunitensi prendendo di mira basi USA in Bahrein e in Kuwait. In Bahrein è stato diramato un allarme aereo e ai residenti è stato chiesto di “raggiungere il luogo sicuro più vicino”. Il Kuwait ha chiuso temporaneamente il proprio spazio aereo, mentre le forze armate hanno reso noto che i sistemi di difesa antiaerea erano in azione per intercettare “bersagli aerei ostili”.
Secondo i media iraniani, l’esercito ha condotto attacchi con droni contro antenne di comunicazione e installazioni radar appartenenti alla Quinta Flotta statunitense in Bahrein. La marina iraniana ha dichiarato di aver colpito anche due navi che tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz, aggiungendo che la cruciale via d’acqua era “completamente chiusa” e che “qualsiasi traffico navale” sarebbe stato preso di mira.
Le dichiarazioni di Trump e le reazioni internazionali
Trump ha sostenuto che le forze armate statunitensi avevano aiutato in segreto il passaggio di 100 milioni di barili di petrolio attraverso lo stretto conteso. Ha sollecitato l’Iran a firmare un accordo che ponga fine al conflitto e all’inizio della settimana aveva lasciato intendere che si potesse arrivare a un’intesa nel giro di pochi giorni.
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato: “Finché sarò primo ministro di Israele, l’Iran non avrà armi nucleari. Il presidente Trump e io siamo in pieno accordo su questo punto”. Hezbollah ha espresso fiducia che l’Iran insisterà affinché il Libano sia incluso in un accordo con gli Stati Uniti.
Il ministro degli Esteri pakistano, Ishaq Daar, ha accolto con favore i “progressi” compiuti tra Stati Uniti e Iran, sottolineando che l’accordo tra le parti in conflitto si sta concretizzando. Il Qatar, uno dei mediatori fra Iran e Stati Uniti, ha contattato segretamente Teheran all’inizio della guerra per proporre di non colpire l’impianto di gas Ras Laffan.
Israele sta esercitando pressioni sugli Stati Uniti affinché impediscano lo scongelamento dei beni iraniani nell’ambito di un accordo di cessate il fuoco. Un memorandum d’intesa tra Usa e Iran per porre fine alla guerra nel Golfo potrebbe essere firmato già domenica a Ginevra.
