Il tribunale di Napoli ha emesso una misura interdittiva nei confronti del cardiochirurgo Guido Oppido e della sua vice Emma Bergonzonientrambi coinvolti nell’intervento di trapianto di cuore eseguito il 23 sul piccolo Domenico Caliendo. Il bambino è deceduto il 21 febbraio all’ospedale Monaldi di Napoli. I provvedimenti prevedono la sospensione dall’esercizio della professione medica per 12 mesi per Oppido e per 7 mesi per Bergonzoni, su richiesta della Procura che ha coordinato le indagini condotte dal Nas.
Le accuse formali contestate ai due medici riguardano, in primo luogo, falso materiale e ideologico in concorso con riferimento alla compilazione della cartella clinica relativa all’intervento, oltre alla contestazione del reato di omicidio colposo in concorso con altri cinque medici per la morte del piccolo Domenico. Gli sviluppi procedurali includono interrogatori, perizie e l’incidente probatorio sugli organi coinvolti.
Le contestazioni sul referto operatorio e la tempistica dell’intervento
Secondo gli accertamenti condotti dalla Procura di Napoli e dal Nasnella documentazione clinica i due medici avrebbero riportato fatti non corrispondenti alla realtà: in particolare, avrebbero attestato di aver eseguito operazioni di cannulazione e di attivazione della circolazione extracorporea solo dopo l’arrivo dell’equipe che aveva eseguito l’espianto a Bolzanomentre dagli accertamenti è emerso che alcune manovre sarebbero iniziate prima della presenza del team donatore.
La discrepanza temporale tra quanto dichiarato in cartella e quanto ricostruito dagli inquirenti costituisce il nucleo dell’accusa di falso.
Interrogatori e posizioni difensive
I medici indagati sono stati ascoltati in interrogatorio preventivo in due distinte udienze, il 31 marzo e il 21 maggio. Assistiti dai rispettivi avvocati, hanno respinto o fornito versioni alternative su alcuni passaggi operativi. Oppido aveva già subito una sospensione interna da parte dell’Azienda Ospedaliera dei Collimentre Bergonzoni era rimasta in servizio fino alla notifica della misura. Entrambi potranno rivolgersi al tribunale del Riesame per chiedere la revoca delle interdizioni.
Incidente probatorio sui due cuori e perizie istologiche
Il 10 giugno si è concluso l’incidente probatorio disposto dal gip Mariano Sorrentino, che ha riguardato sia il cuore giunto congelato da Bolzano sia il cuore malato del bambino. Gli accertamenti tecnici si sono svolti presso il Policlinico di Baricon la partecipazione dei consulenti nominati dall’autorità giudiziaria, dagli indagati e dalla famiglia Caliendo-Mercolino. Dopo l’analisi dei campioni istologici, il medico legale della famiglia ha rilevato segni di necrosi da basse temperature collegati all’uso di ghiaccio secco e danni compatibili con l’impiego prolungato dell’ECMOil dispositivo per la circolazione extracorporea.
Tempistiche delle relazioni e possibili slittamenti
Il deposito delle relazioni del pool di esperti era stato fissato per settembre, ma su richiesta dei periti è previsto uno slittamento di circa 15-20 giorni, con possibile rinvio a metà ottobre. Queste relazioni avranno valore probatorio nel proseguo dell’istruttoria e verranno valutate insieme ai contributi tecnici prodotti dalle difese e dalla famiglia.
Nel corso delle fasi procedurali il legale della famiglia, l’avvocato Francesco Petruzziha commentato: “Ho sentito la mamma di Domenico, Patrizia“, sottolineando l’intensità emotiva del momento. Nella stessa ordinanza il giudice avrebbe definito Oppido “un prevaricatore“; espressioni riportate nella documentazione processuale e richiamate negli atti difensivi e di parte civile.
Procedimento extragiudiziale per il risarcimento e scadenze
Parallelamente al procedimento penale prosegue la trattativa extragiudiziale sul risarcimento tra l’ospedale Monaldi e l’avvocato Petruzzi per la famiglia di Domenico. L’ultima riunione del Comitato Valutazioni Sinistri è prevista per il primo luglio e sarà preceduta da un incontro di approfondimento fissato per il 22 giugno. Questi passaggi amministrativi si collocano sullo stesso orizzonte temporale delle valutazioni tecniche e potrebbero influenzare eventuali accordi risarcitori.
Il caso mantiene aperti diversi profili d’indagine: la verifica della sequenza cronologica delle operazioni in sala operatoria, l’esito delle perizie sui tessuti cardiaci e l’interpretazione delle registrazioni e delle testimonianze raccolte. Le misure interdittive rappresentano al momento un limite professionale temporaneo, mentre gli sviluppi tecnici e processuali definiranno gli ulteriori profili di responsabilità.
