> > Belgio, la first lady Veerle Hegge racconta la lotta all'anoressia

Belgio, la first lady Veerle Hegge racconta la lotta all'anoressia

Roma, 17 apr. (askanews) – Era finita in ospedale a poche settimane dalla vittoria del marito alle elezioni in Belgio nel 2024. Quasi due anni dopo, Veerle Hegge, moglie del primo ministro belga Bart De Wever, ha raccontato in un’intervista alla France presse perché ha scelto di rendere pubblica la sua lotta contro l’anoressia in un libro: per spingere le persone a parlare e a chiedere aiuto.La 53enne, madre di 4 figli, parlando nella sua casa di Anversa, ha raccontato di essere arrivata al limite, e ne “Il peso del silenzio”, questo il titolo del suo libro, si concentra principalmente sui mesi trascorsi in ospedale per rimettersi in piedi.”Se hai davvero bisogno di un monitoraggio 24 ore su 24, 7 giorni su 7 e devi fare un ECG, e poi ti viene detto: i tuoi parametri sono tali che il tuo cuore potrebbe fermarsi da un momento all’altro, a quel punto hai due opzioni.

Forse alcune persone si arrendono e dicono: Beh, questo è tutto, è finita”; oppure, nel mio caso, non ho mai avuto l’intenzione o la volontà di morire. Davvero non ho mai voluto morire. Quindi ho pensato: uffa, questo non va bene. E ho visto anche la disperazione di Bart e la tristezza dei bambini” ha detto.Hegge parla apertamente nel libro della sua solitudine e del senso di colpa provato per essere stata lontana da casa; racconta di come il marito sembrava “impotente” di fronte alla sua esperienza, ringraziandolo per essere rimasto al suo fianco e di come quando ha iniziato a dimagrire, all’inizio tutti le facevano i complimenti per la sua forma fisica.”Dopo inizi a diventare un po’ troppo magra.

Ma più ci si lascia sopraffare dal disturbo alimentare, più ci si sprofonda, più diventa difficile uscirne. In realtà continui a pensare che puoi ribaltare la situazione da sola, che ti curerai. E continui a crederci fino alla fine, finché non è davvero troppo tardi” dice.Nel libro c’è la sua infanzia difficile con una madre depressa, e ci sono gli abusi subìti da piccola da parte di un ragazzo più grande per diversi anni.

Un “trauma”, ha affermato, represso per anni. E sulla decisione di scrivere, ha spiegato: “La malattia mentale, quindi anche i disturbi alimentari, è ancora circondata da tabù. Le persone trovano difficile parlarne. È qualcosa che mette le persone a disagio, molto a disagio, anche solo a parlarne. Al contrario, una malattia somatica è molto più accessibile. Ed è per questo che è davvero necessario che ci siano persone che cerchino di superare tutto questo. Proprio come accadde con malattie come l’Aids e il cancro decenni fa”.