Momenti di forte apprensione sabato 10 ottobre a Scanzorosciate, in provincia di Bergamo, dove un uomo di 58 anni si è barricato nella propria abitazione di via Monte Grappa, armato di una pistola regolarmente detenuta. L’emergenza è scattata nel pomeriggio, quando l’intervento dei soccorritori del 118 ha fatto emergere una situazione particolarmente delicata.
Per convincere l’uomo a deporre l’arma è stato necessario un lungo lavoro di mediazione da parte dei carabinieri, con il supporto di un negoziatore specializzato. La vicenda si è conclusa in tarda serata, senza feriti, con il trasferimento del 58enne in ospedale per ricevere assistenza.
Minaccia il suicidio: l’allarme lanciato dall’ex moglie e l’arrivo dei soccorsi
L’allarme è scattato intorno alle 16, dopo che l’ex moglie dell’uomo, preoccupata perché non riusciva a sentirlo da diversi giorni, ha deciso di contattarlo telefonicamente. Durante la conversazione, lo stato confusionale dell’artigiano l’ha spinta a chiedere l’intervento dei soccorsi.
Quando i sanitari sono arrivati nell’abitazione, il 58enne ha impugnato la pistola e se l’è puntata alla testa, intimando loro di uscire.
L’uomo si è quindi chiuso in casa, dando inizio a una situazione di emergenza che ha richiesto l’intervento delle forze dell’ordine.
Sul posto sono arrivati i carabinieri della Tenenza di Seriate, affiancati successivamente da personale specializzato. Per garantire la sicurezza durante le operazioni, l’area attorno all’abitazione è stata isolata e alcune strade vicine alla chiesa e all’oratorio sono state chiuse. La notizia si è rapidamente diffusa in paese, richiamando l’attenzione dei residenti.
Si barrica in casa e minaccia il suicidio: la lunga trattativa e la resa nella tarda serata
Per gestire la crisi è intervenuto anche un negoziatore dei carabinieri di Bergamo, protetto da un’Aliquota di primo intervento (Api) arrivata da Brescia. I militari hanno cercato di mantenere il dialogo con l’uomo e convincerlo a rinunciare al gesto, evitando un ingresso forzato nell’abitazione.
La trattativa è proseguita per diverse ore, fino alla svolta arrivata intorno alle 23.30. Dopo oltre sette ore di tensione, il 58enne ha finalmente deposto la pistola e accettato di farsi accompagnare in ospedale.
Una volta conclusa l’emergenza, i carabinieri hanno provveduto a mettere in sicurezza l’arma e l’abitazione, mentre il personale sanitario ha verificato le condizioni dell’uomo prima del trasferimento all’ospedale di Alzano Lombardo.
Secondo le informazioni diffuse, l’artigiano starebbe attraversando da alcuni mesi un periodo di gravi difficoltà personali. La vicenda si è conclusa senza conseguenze fisiche per le persone coinvolte, grazie alla lunga opera di mediazione condotta dai carabinieri.
