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Blocchi dei tir nel Mezzogiorno: scaffali vuoti e prezzi alle stelle

Blocchi dei tir nel Mezzogiorno: scaffali vuoti e prezzi alle stelle

Scaffali vuoti, prezzi alle stelle e fermo dei prodotti: la protesta dei camionisti sconvolge il Sud.

Da questa mattina le strade del Mezzogiorno sono invase da manifestanti autotrasportatori, decisi a fermare la marcia dei tir per protestare contro il cari carburante. La protesta, che ha preso il via nella zona di Salerno, ha rapidamente invaso l’intera rete autostradale, bloccando gli snodi principali della A2, della A3 e di altre arterie strategiche.

Il risultato è immediato: i supermercati di Campania, Sicilia, Calabria, Puglia, Basilicata, Molise e Abruzzo presentano scaffali quasi vuoti, mentre i prezzi dei prodotti freschi hanno iniziato a decollare. Le aziende di trasporto, i rivenditori di elettrodomestici e persino i distributori di farmaci testimoniano ritardi che minacciano di trasformarsi in carenze durature.

Blocco delle principali autostrade del Sud e conseguenze sui punti vendita

Alle ore 09:00 del martedì, i manifestanti hanno occupato i svincoli della A2 del Mediterraneo in località come Polla, Atena Lucana, Sala Consilina e Padula-Buonabitacolo. La presenza di forze dell’ordine e personale dell’Anas ha garantito il transito delle auto private, ma i camion rimangono immobilizzati, creando ingorghi che si sono estesi fino a Eboli, Contursi, Campagna e Sicignano degli Alburni.

In altre parti della provincia di Salerno, il presidio si è spostato verso gli svincoli di Buccino e verso la tangenziale di Pontecagnano Faiano, dove la rotatoria ha registrato lunghi rallentamenti.

Presidi nella provincia di Salerno

Le autorità hanno disposto un controllo continuo su più di quaranta mezzi pesanti lungo la statale 189 Agrigento-Palermo, in particolare al bivio Tumarrano. Il filtro è selettivo: le automobili private possono proseguire, mentre le veicoli commerciali vengono fermati e tenuti in attesa. A Palermo stessa, nella zona di via Oreto e nelle strade limitrofe, sono parcheggiati circa un centinaio di tir, rendendo impossibile il flusso di merci verso i magazzini e i supermercati urbani.

Ripercussioni sulla filiera agroalimentare e su altri settori

La catena di approvvigionamento dell’ortofrutta è sotto pressione. In Campania i supermercati hanno registrato ritardi nella consegna di prodotti freschi; a Catanzaro scarseggiano pescato, latte e farina, mentre in Sicilia le scorte di carne, acqua e pasta si stanno esaurendo rapidamente. In Puglia, i depositi delle aziende agricole sono pieni di ortaggi, frutta e funghi che non trovano spazio negli scaffali dei negozi. Il blocco colpisce anche gli allevamenti del Molise e dell’Abruzzo, dove la carenza di mangimi potrebbe compromettere l’alimentazione animale.

Prodotti in crisi: ortaggi, carne, farmaci

Secondo le stime di Confcommercio cinque giorni di fermo in Sicilia hanno causato danni tra 40 e 50 milioni di euro alla grande distribuzione e alla filiera del fresco. L’Aires associazione dei rivenditori di elettrodomestici, segnala ritardi nelle consegne a domicilio, con vendite mancanti che peseranno sui bilanci annuali. Sul fronte farmaceutico, la preoccupazione è tangibile: la mancanza di trasporti potrebbe rallentare l’arrivo di medicinali essenziali, creando potenziali carenze per i pazienti.

I prezzi al dettaglio mostrano un rialzo vertiginoso. Il Centro agroalimentare di Roma indica che il pomodoro cuore di bue verde è passato da 2,50 € a 6 € al chilo in un anno, mentre il radicchio rosso è salito da 1,80 € a 4,40 € (+144 %). Anche peperoni, melanzane e uva da tavola stanno diventando difficili da reperire nella capitale, costringendo i rivenditori ad importare prodotti dall’estero (pomodori albanesi a 2 €, peperoni spagnoli a 3,80 €), quantità insufficienti a colmare il vuoto.

Domande degli autotrasportatori e misure governative

L’associazione Trasportounito ha avanzato una richiesta di aumento del 15 % delle tariffe di trasporto, specificamente per compensare l’impennata del costo del gasolio. Di fronte al silenzio delle istituzioni, l’organizzazione ha avvertito di poter attuare un blocco totale dei servizi. Il governo, dal canto suo, ha annunciato 430 milioni di crediti d’imposta per alleviare il peso del carburante e 590 milioni destinati al rinnovo del parco veicolare, oltre a valutare un rafforzamento del Fondo per l’autotrasporto e del “Marebonus 2026”. Sono in fase di definizione ulteriori 80-100 milioni di aiuti per rispondere alle richieste delle imprese, ma la rapidità è fondamentale per evitare un peggioramento della crisi.

Nel frattempo i blocchi continuano: oltre quaranta veicoli pesanti hanno occupato la statale 189, i tir rimangono fermati a Palermo e nelle zone della SS 18 del Tirreno calabrese (Tortora, Santa Maria del Cedro, Acquappesa-Guardia Piemontese, Fuscaldo). Un autotrasportatore, intervistato mentre cercava di consegnare merce dopo il porto, ha raccontato: “Io lavoro per una ditta e dovevo fare le consegne. Mi hanno detto di fermarmi e mi sono fermato”. La situazione resta incerta, con le autorità impegnate a trovare un equilibrio tra le richieste dei conducenti e la necessità di mantenere le catene di approvvigionamento operative.

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