La Commissione europea ha escluso, almeno per il momento, la possibilità di sospendere il Patto di stabilitá e crescita, giudicando lo scenario attuale come un rallentamento e non una grave recessione nellarea euro. Questa decisione arriva in un quadro segnato dalla crisi energetica derivante dal conflitto in Medio Oriente e da previsioni nazionali che collocano lItalia a un rapporto deficit/Pil del 3,1% per il 2026, quota sopra la soglia del 3% prevista per chiudere la procedura per disavanzo eccessivo.
La valutazione di Bruxelles e le soglie operative
Secondo la Commissione, la clausola di salvaguardia generale del Patto di stabilitá può essere attivata soltanto in presenza di una condizione definita come grave recessione economica a livello dellarea euro o dellUnione. Il commissario allEconomia aveva infatti parlato di un confronto con un rallentamento, ma non di recessione, e ha richiamato i possibili rischi di uno shock stagflazionistico. Bruxelles ha stimato che la crisi in Medio Oriente potrebbe ridurre la crescita dellEurozona di circa 0,4 punti percentuali rispetto alle previsioni, con un possibile impatto fino a 0,6 punti in caso di protrazione dellemergenza.
Come funziona la clausola
La clausola di salvaguardia è una misura che autorizza derive temporanee dai percorsi di spesa netta degli Stati membri solo in condizioni eccezionali. Bruxelles ritiene che, allo stato attuale, non sussistano i requisiti per unattivazione generalizzata, e aggiunge che una sospensione potrebbe risultare controproducente nella gestione della crisi energetica, perché stimoli fiscali indiscriminati potrebbero aumentare la domanda di energia e aggravare prezzi e carenze di offerta.
Le conseguenze per i conti pubblici italiani
I dati comunicati da Istat segnalano per il 2026 un rapporto deficit/Pil pari al 3,1%, in miglioramento rispetto al dato 2026 ma ancora oltre la soglia del 3% che escluderebbe lItalia dalla procedura per disavanzo eccessivo. Il dato ufficiale che farà fede a Bruxelles sarà quello trasmesso a Eurostat e pubblicato il 22 aprile; la Commissione comunicherà la valutazione con il pacchetto del Semestre europeo in arrivo il 3 giugno.
Previsioni macro e scenari
La Banca dItalia ha aggiornato le stime riducendo il quadro di crescita: il PIL italiano è previsto a un +0,5% per lanno in corso e per il prossimo, con lelaborazione di scenari peggiori che porterebbero a crescita zero o negativa in presenza di prezzi di petrolio e gas elevati a lungo termine. Le proiezioni indicano anche possibili livelli di inflazione che variano dal 2,6% nello scenario base fino al 4,5% nello scenario avverso.
Interventi italiani e reazioni politiche
Per attenuare limpatto della crisi energetica il governo ha approvato in Cdm un decreto che proroga fino al primo maggio la riduzione delle accise sui carburanti, misura che era prevista scadere il lunedì di Pasquetta. La manovra conferma uno sconto di 20 centesimi al litro sulle accise (che, insieme alla riduzione dellIva, si traduce in un risparmio finale indicativo di circa 24,4 centesimi) e proroga il credito dimposta del 20% sul gasolio per tir e pescherecci, estendendolo anche allagricoltura; sono inoltre previsti aiuti per le imprese esportatrici colpite dalla crisi.
Il ministro dellEconomia Giancarlo Giorgetti ha quantificato lonere intorno ai 500 milioni: 200 milioni coperti dallincremento del gettito Iva e 300 milioni finanziati con risorse ETS non ancora utilizzate. La decisione ha raccolto consensi nel mondo agricolo, che vede nella misura un contributo alla stagione delle semine, ma anche critiche dai consumatori e dai trasportatori che giudicano lintervento insufficiente o carente per alcune categorie come i pullman turistici. Sul piano politico il vicepremier Matteo Salvini ha chiesto la sospensione del Green Deal e del Patto di stabilità, mentre Forza Italia sollecita una revisione dei vincoli di bilancio; dallopposizione, M5S e Avs hanno attaccato il governo sul risultato del deficit.
Il quadro rimane incerto: se alcuni attori internazionali, come Donald Trump, hanno ipotizzato una durata breve del conflitto, la possibilità di un protrarsi delle tensioni rende necessario per Roma e per Bruxelles mantenere un monitoraggio costante e flessibile. In particolare, ogni futura valutazione dovrà bilanciare la tutela dei conti pubblici con misure mirate a sostenere famiglie e imprese senza aggravare la pressione sulla domanda energetica.