> > Cerea, bottigliata alla testa durante una lite: morto Youssef a 18 anni

Cerea, bottigliata alla testa durante una lite: morto Youssef a 18 anni

Cerea, bottigliata alla testa durante una lite: morto Youssef a 18 anni

È morto dopo giorni di ricovero il 18enne ferito con una bottigliata durante una lite a Cerea, nel Veronese: arrestato un coetaneo.

È morto Youssef El Aissaoui, il 18enne colpito alla testa con una bottiglia durante una lite nel Veronese. Dopo giorni trascorsi in condizioni disperate, la procedura prevista dalla legge ha confermato la morte cerebrale del giovane. La vicenda entra ora in una nuova fase anche sul piano giudiziario.

La lite a Cerea e la posizione del coetaneo arrestato

L’aggressione

risale alla notte tra il 22 e il 23 agosto. La lite sarebbe iniziata nei pressi della Piscina delle Rose di Casaleone per poi proseguire in un piazzale di via Mantova, a Cerea, dove Youssef è stato colpito. Per l’aggressione è stato arrestato H.E.M., 18enne residente a Cerea, che successivamente si è presentato ai carabinieri di Legnago insieme ai suoi legali.

Con la morte di Youssef, la sua posizione giudiziaria si aggrava.

Davanti al gip il giovane ha ricostruito quanto accaduto, sostenendo di aver raccolto da terra una bottiglia di vodka e di aver colpito Youssef perché temeva che quest’ultimo avesse a sua volta una bottiglia nascosta dietro la schiena. Dopo il colpo, il 18enne è caduto all’indietro battendo la testa ed è rimasto per alcuni minuti privo di sensi.

Soccorso e portato all’ospedale di Legnago, inizialmente era vigile, ma successivamente le sue condizioni sono precipitate. Secondo la ricostruzione, mentre si trovava in pronto soccorso avrebbe cercato di alzarsi, cadendo nuovamente all’indietro e battendo la testa. Da quel momento non si sarebbe più ripreso. Proseguono gli accertamenti per ricostruire con esattezza l’intera dinamica.

Cerea, accertata la morte cerebrale di Youssef: il 18enne colpito alla testa con una bottiglia

Youssef, residente a Castagnaro, era ricoverato dalla mattina del 23 agosto nella Terapia intensiva Neurochirurgica e Polispecialistica dell’ospedale di Borgo Trento, dove era stato trasferito dopo un primo passaggio all’ospedale di Legnago. Le sue condizioni erano apparse fin dall’inizio gravissime e nei giorni successivi non erano emersi segnali di miglioramento.

Come riportato dall’Adnkronos, giovedì alle 13.30 si è riunita la commissione ospedaliera incaricata dell’accertamento della morte cerebrale. Trascorse le sei ore di osservazione previste dalla legge, il secondo controllo ha confermato l’esito ed è iniziata la graduale sospensione delle terapie e dei supporti alle funzioni vitali. L’iter, ha precisato l’azienda ospedaliera, è stato seguito «in stretto contatto con l’Autorità giudiziaria che sta conducendo le indagini». Il magistrato dovrà ora valutare l’eventuale autopsia.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app