La cattura del presidente Nicolás Maduro e della moglie Cilia Flores segna un momento cruciale nella storia politica del Venezuela. Figura chiave della rivoluzione bolivariana, Flores non è stata una semplice consorte, ma l’“eminence grise” dietro il potere, con una carriera politica che l’ha vista prima donna a guidare l’Assemblea Nazionale e Procuratrice Generale della Repubblica.
Ecco chi è e cosa sappiamo di lei.
La caduta di un vertice politico: l’operazione degli Stati Uniti sul Venezuela
La cattura di Cilia Flores insieme a Nicolás Maduro segna una svolta storica nella politica venezuelana. Come ha annunciato Donald Trump in un post su Truth, “Gli Stati Uniti d’America hanno condotto con successo un attacco su larga scala contro il Venezuela e il suo leader, il presidente Nicolas Maduro, che è stato catturato e portato fuori dal Paese insieme alla moglie”.
L’operazione militare, senza precedenti, sarebbe stata condotta in collaborazione con le forze dell’ordine statunitensi, e ha colpito obiettivi strategici e simbolici nella capitale Caracas, dal palazzo presidenziale di Miraflores alla sede del Parlamento, passando per il Cuartel de la Montaña, mausoleo di Hugo Chávez.
La reazione internazionale è stata immediata: il governo di Caracas ha denunciato la “gravissima aggressione militare”, mentre Mosca e Teheran hanno parlato di violazione del diritto internazionale.
La cattura di Maduro e Flores non rappresenta un evento isolato, ma segna la fine di un’epoca in cui lui era il volto pubblico della rivoluzione e lei ne era l’architetto legale e strategico. Con la loro rimozione, il vuoto di potere diventa evidente, mentre il mondo segue l’evolversi della crisi venezuelana.
Cilia Flores, chi è la moglie di Maduro catturata dagli Stati Uniti: storia, scandali e problemi con la giustizia
Catturata insieme al marito Nicolás Maduro, Cilia Adela Flores emerge come una figura centrale nella politica venezuelana, spesso definita il vero “cervello politico” del regime. Nata a Tinaquillo il 15 ottobre 1956, Flores iniziò la sua carriera come avvocato, guadagnando notorietà per aver difeso Hugo Chávez dopo il fallito colpo di Stato del 1992.
La sua ascesa politica è stata costante e autonoma: è stata la prima donna a presiedere l’Assemblea Nazionale (2006–2011) e ha ricoperto il ruolo di Procuratrice Generale della Repubblica (2012–2013). Rifiutando il titolo tradizionale di “First Lady”, Maduro l’ha definita Primera Combatiente, riconoscendo il suo impegno militante nella rivoluzione bolivariana. Come lei stessa ha dimostrato per oltre vent’anni, non era una semplice consorte: Flores è stata l’eminenza grigia dietro le decisioni più strategiche, gestendo le correnti interne del Partito Socialista Unito del Venezuela (PSUV) e consolidando la lealtà delle forze armate.
Ufficialmente sposata con Maduro dal 2013, ha tre figli nati da una precedente relazione e due nipoti, Efraín Campo Flores e Franqui Flores de Freitas, noti come i «Narcosobrinos», arrestati e condannati negli Stati Uniti per traffico di droga prima di essere rilasciati nel 2022 in un accordo diplomatico. Già inserita nella lista nera del Dipartimento del Tesoro per corruzione e repressione politica, Flores era da tempo sotto la lente di Washington, che la considerava un obiettivo chiave per smantellare quella che l’amministrazione Trump ha definito una “rete di narcoterrorismo”.