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Come i vaccini antinfluenzali migliorati possono cambiare la salute pubblica

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Un'analisi dei potenziali vantaggi dei vaccini antinfluenzali migliorati, dell'impatto economico e sanitario stimato dall'Oms e delle condizioni necessarie per la loro adozione su scala mondiale

La lotta contro l’influenza stagionale si trova davanti a un possibile punto di svolta grazie allo sviluppo di vaccini antinfluenzali di nuova generazione. Secondo una valutazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’adozione diffusa di queste nuove formulazioni potrebbe avere effetti dirompenti sulla salute pubblica globale, prevenendo miliardi di casi e salvando milioni di vite se utilizzata su larga scala.

Il report, intitolato “Full value of improved influenza vaccine assessment” (Fviva), accompagnato da un articolo su Vaccine, analizza non solo il beneficio sanitario ma anche le implicazioni economiche e politiche dell’introduzione di vaccini più efficaci o addirittura universali. I numeri esposti dall’Oms mettono in luce scenari di grande impatto per la salute pubblica e per la preparazione alle pandemie.

Il potenziale impatto sanitario ed economico

L’analisi dell’Oms stima che, tra il 2026 e il 2050, vaccini antinfluenzali migliorati o universali potrebbero prevenire fino a 18 miliardi di casi di influenza e salvare fino a 6,2 milioni di vite. Questi benefici sarebbero particolarmente rilevanti per le categorie più vulnerabili: anziani, bambini piccoli e donne in gravidanza. Ogni anno, infatti, si registrano circa un miliardo di casi stagionali con milioni di casi gravi e un numero stimato di decessi dovuti a complicazioni respiratorie che varia tra 290mila e 650mila.

Riduzione dell’uso di antibiotici e resistenza antimicrobica

Un aspetto spesso sottovalutato è l’effetto indiretto dei vaccini sul consumo di antimicrobici. L’attuale uso dei vaccini antinfluenzali contribuisce già a ridurre prescrizioni non necessarie; si stima che l’attuale copertura eviti circa 10 milioni di dosi di antibiotici all’anno. I vaccini di nuova generazione potrebbero amplificare questo effetto, evitando fino a 1,3 miliardi di dosi giornaliere definite di antibiotici tra il 2026 e il 2050, con un impatto significativo sulla lotta alla resistenza antimicrobica.

Tecnologia, efficacia e scenari di implementazione

A febbraio 2026 risultavano in sviluppo clinico 46 vaccini antinfluenzali di nuova generazione, basati su piattaforme tecnologiche diverse. Queste nuove soluzioni mirano a superare alcuni limiti degli attuali vaccini, come la protezione limitata a una singola stagione e la variabilità di efficacia in base alla stagione, al prodotto e al gruppo di popolazione.

La raccomandazione sulla composizione dei vaccini stagionali rimane un processo attivo: due volte all’anno l’Oms riunisce esperti del Sistema Globale di Sorveglianza e Risposta all’Influenza per aggiornare la scelta dei ceppi. Tuttavia, la distribuzione dei benefici dei vaccini attuali è disomogenea: 143 paesi hanno riportato la disponibilità dei vaccini stagionali, ma la maggior parte delle dosi è utilizzata nei paesi a reddito medio-alto e alto.

Fattori che influenzano l’adozione nei paesi a basso reddito

Il potenziale impatto dei vaccini migliorati dipenderà da variabili locali come il carico nazionale della malattia, la capacità del sistema sanitario, il prezzo del vaccino e questioni logistiche. Aspetti quali sicurezza, durata della protezione, stabilità termica e durata di conservazione saranno determinanti per la scelta dei paesi a basso e medio reddito.

Politiche, investimenti e collaborazione internazionale

Il report Fviva non è solo una raccolta di stime: indica anche un percorso operativo per orientare decisioni di investimento e politiche di introduzione. Come sottolinea il dott. Philipp Lambach, responsabile tecnico del progetto per l’Oms, la valutazione fornisce un set di evidenze utili per catalizzare lo sviluppo dei vaccini e guidare le priorità di ricerca.

Per massimizzare l’impatto sulla salute pubblica, il report evidenzia la necessità di una collaborazione coordinata tra sviluppatori, produttori, donatori, organizzazioni multilaterali e decisori politici. Senza un’azione concertata, il divario tra disponibilità tecnologica e accesso globale rischia di limitare i benefici attesi.

Linee guida per il futuro

Il documento propone di utilizzare i risultati come base per definire strategie di finanziamento e piani di introduzione graduale, privilegiando prima le popolazioni a rischio e poi ampliando la copertura. Questa strategia punta a ottenere un ritorno sanitario ed economico ottimale, rafforzando al contempo la preparazione alle possibili pandemie future.

In un mondo in cui eventi imprevisti continuano a influenzare la sicurezza e la salute pubblica — a partire dagli attacchi terroristici che colpiscono città come Lviv il 22 Feb 2026 con conseguenze tragiche per le forze dell’ordine e i civili — la necessità di sistemi sanitari resilienti e di strumenti preventivi efficaci come i vaccini rimane una priorità strategica.

Solo con un approccio globale e coordinato sarà possibile trasformare le proiezioni dell’Oms in risultati tangibili per la salute delle popolazioni.