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Come la newsletter Vale tutto di Selvaggia Lucarelli ha generato 1,77 milioni

Come la newsletter Vale tutto di Selvaggia Lucarelli ha generato 1,77 milioni

Il progetto Vale tutto è passato da blog personale a business: ricavi, costi e gli investimenti futuri della società Boutade

Il fenomeno della newsletter a pagamento in Italia assume connotati imprenditoriali quando un progetto personale diventa un centro di ricavi. Vale tutto, la newsletter di Selvaggia Lucarelli, è l’esempio più lampante: nata nell’estate del 2026, ha alimentato la creazione di una società, Boutade, e ha registrato numeri economici che catturano l’attenzione del mondo dei media.

I dati pubblicati mostrano come la combinazione di un personal brand consolidato e di un modello di abbonamento possa tradursi in flussi stabili di entrate.

Nel primo bilancio operativo di Boutade emergono numeri chiave che spiegano la portata del progetto: ricavi significativi nel 2026, crescita degli iscritti e utili reinvestiti nell’azienda. Questo percorso dimostra che una newsletter ben posizionata su piattaforme come Substack può diventare la spina dorsale di un’attività editoriale più ampia, con ricadute su produzione video, podcast e distribuzione su canali come YouTube.

Cifre, crescita e dinamiche degli abbonati

La progressione degli iscritti a Vale tutto è rapida: a maggio del 2026 risultavano circa 141 mila iscritti totali (tra free e pay), mentre a maggio del 2026 il dato supera i 220 mila, con un incremento di circa 79 mila unità che si traduce in una media mensile di quasi 6.600 nuovi abbonati.

Il primo trimestre di attività della società, costituita a fine settembre del 2026, aveva già mostrato segnali positivi con ricavi pari a 377 mila euro per tre mesi; il 2026, primo anno fiscale completo, ha chiuso con 1,77 milioni di euro provenienti dagli abbonamenti a pagamento.

Prezzi e tassi di conversione

Il modello di monetizzazione di Vale tutto prevede due fasce di pagamento: 7 euro al mese o 70 euro all’anno, con occasionali promozioni. Pur non essendo noto il numero preciso di utenti paganti — definito dai fondatori come “qualche decina di migliaia” — le stime basate sui ricavi suggeriscono che la conversione dagli iscritti totali possa superare il 10%. In termini pratici, ciò significa che la newsletter ha saputo trasformare una porzione significativa del pubblico in abbonati paganti, valore che deriva dalla fiducia costruita nel tempo e dalla notorietà del marchio personale.

Costi, margini e destinazione degli utili

Il margine tra incassi e utile netto è influenzato da diverse voci. Una parte non trascurabile dei ricavi viene trattenuta dalla piattaforma di distribuzione: Substack applica una commissione sul totale degli incassi, mentre le piattaforme di pagamento addebitano ulteriori commissioni sulle transazioni. Complessivamente queste fee pesano in misura rilevante, insieme a spese per collaborazioni esterne e alle attività di branding, contabilizzate nella voce costi per servizi del bilancio.

Utili reinvestiti

Nonostante i costi operativi — la voce “costi per servizi” supera i 600 mila euro nel bilancio — Boutade ha chiuso il 2026 con un utile netto di 724 mila euro. Questo importo non è stato distribuito ai soci, ma è stato interamente destinato a riserva, un’azione che riflette la scelta di consolidare la struttura finanziaria per sostenere l’espansione. L’utile del 2026 è significativamente superiore ai circa 200 mila euro registrati l’anno precedente, segnale di una traiettoria di crescita sostenuta.

Piani di sviluppo: spazi, video e nuovi format

I progetti futuri di Boutade sono orientati a trasformare la newsletter in un hub multimediale. Tra gli investimenti in programma c’è l’affitto di una sede operativa nell’area della Fondazione Prada a Milano, con uno studio dotato di ledwall personalizzabile per la registrazione di videopodcast e contenuti video che verranno anche distribuiti su YouTube. Il piano include inoltre la produzione di nuovi podcast e due documentari in uscita la prossima estate, segnando una transizione dal formato scritto verso un’offerta più ampia e diversificata.

Il caso di Vale tutto illustra come la combinazione di un personal brand consolidato, una piattaforma tecnica efficiente e una strategia di prodotto chiara possano generare risultati economici importanti per creator e giornalisti. Boutade sembra orientata a utilizzare gli utili per finanziare questa fase di crescita, puntando su contenuti video, servizi in studio e nuove produzioni per ampliare l’audience e le fonti di ricavo.