Negli ambiti clinici più sfidanti, come l’oncologia e la gestione dell’invecchiamento, la semplice valutazione tecnologica non basta più. Durante l’incontro “Dialoghi sull’Innovazione Accessibile – Innovaction“, promosso a Roma da GSK e Adnkronos, Marco Marchetti, direttore Uoc HTA di Agenas, ha proposto di considerare la Health technology assessment non solo come analisi finale, ma come un vero e proprio strumento di governo dell’innovazione.
Secondo Marchetti, chi sviluppa nuove soluzioni può interagire con l’HTA per ricevere orientamenti pratici sul percorso di sviluppo più efficace. Questo approccio non elimina il rischio d’impresa — alcune tecnologie falliranno — ma incrementa la probabilità che quelle efficaci trovino una strada più rapida verso i pazienti, perché gli acquirenti pubblici e privati hanno già definito i requisiti necessari.
HTA come guida allo sviluppo tecnologico
Trasformare l’HTA in una guida significa affiancare i produttori fin dalle fasi progettuali, fornendo criteri chiari su efficacia, sicurezza e utilità clinica. Quando un’azienda si rivolge all’HTA, ottiene indicazioni che vanno oltre la mera misurazione dell’effetto: riceve suggerimenti su disegno degli studi, popolazioni target e outcome rilevanti. Questo processo di accompagnamento favorisce la convergenza tra le aspettative dei clinici, le esigenze dei pazienti e i vincoli dei finanziatori pubblici.
Supporto operativo e limiti del rischio
È importante riconoscere che offrire orientamenti non equivale a garantire il successo commerciale; esiste sempre una componente di rischio d’impresa. Tuttavia, la presenza di criteri predefiniti riduce l’incertezza e rende più trasparente il percorso verso l’accesso: chi deve poi sostenere la spesa conosce a priori le condizioni da soddisfare. In questo senso l’HTA diventa uno strumento che migliora la progettazione e aumenta la probabilità che l’innovazione produca benefici reali per il paziente.
Integrazione organizzativa e sostenibilità del sistema
Un altro punto centrale sottolineato dall’intervento riguarda l’inserimento delle nuove tecnologie nei percorsi di cura già esistenti. È fondamentale valutare l’innovazione nel suo contesto organizzativo: non basta dimostrare efficacia, occorre prevedere come la nuova soluzione verrà adottata nella pratica clinica quotidiana. Poiché il Ssn è finanziato con risorse pubbliche limitate e i bisogni sanitari crescono, diventa necessario fare scelte precise e programmare l’introduzione delle innovazioni per garantirne la sostenibilità economica.
Processi, armonizzazione e pianificazione
L’inserimento efficiente di farmaci e dispositivi richiede processi standardizzati e procedure armonizzate tra strutture sanitarie. L’HTA può definire linee guida operative e criteri di priorità per l’accesso, riducendo frammentazione e ritardi. Programmare l’introduzione significa anche prevedere formazione, infrastrutture e percorsi clinici rivisti, così che i pazienti possano realmente beneficiare delle novità senza gravare in modo improprio sui bilanci pubblici.
Il tema del rimborso per i dispositivi medici
Un nodo pratico emerso dall’analisi riguarda le tariffe di rimborso per i dispositivi medici. In Italia molte innovazioni non dispongono di una tariffa dedicata che riconosca il valore aggiunto; al contrario, in Paesi come la Francia esistono percorsi di validazione che possono portare a una tariffazione specifica e a un prezzo di riferimento. Questo modello associa la valutazione a elementi concreti di rimborso, configurando una vera e propria governance dell’innovazione tecnologica.
Ripensare il sistema delle tariffe in Italia significherebbe creare meccanismi che distinguano le tecnologie ordinarie da quelle veramente innovative, assicurando criteri di valutazione, validazione e prezzi di riferimento che facilitino l’accesso senza compromettere la sostenibilità. Secondo Marchetti, uscire dall’attuale situazione è possibile attraverso una riformulazione delle regole che tenga conto del valore clinico e organizzativo delle nuove soluzioni.
In chiusura, il messaggio centrale è che l’HTA può evolvere da funzione valutativa a leva operativa di politica sanitaria: affiancando sviluppatori, definendo requisiti e proponendo modalità di rimborso, contribuisce a trasformare l’innovazione tecnologica in benefici concreti per i pazienti. Il dibattito avviato a Roma, con la partecipazione di GSK e Adnkronos, ribadisce la necessità di un dialogo continuo tra istituzioni, industria e clinici per rendere l’innovazione accessibile e sostenibile.