Il contributo d’accesso per entrare nel centro storico di Venezia è stato riattivato come misura sperimentale: la sessione copre un periodo di 60 giorni e mira a regolare i flussi turistici nei fine settimana e nei ponti. La decisione, promossa dall’amministrazione comunale, riprende modalità già adottate nei cicli precedenti e prevede un sistema di prenotazione con tariffe differenziate a seconda del preavviso.
I dati preliminari comunicati dall’ente locale mostrano una partecipazione significativa: sono state annotate decine di migliaia di prenotazioni e pagamenti per le giornate iniziali. Contestualmente sono arrivati numerosi messaggi di esenzione attraverso il portale, soprattutto legati a chi soggiorna nelle strutture ricettive del Comune e quindi ha già versato la tassa di soggiorno. La misura resta accompagnata da contestazioni, che riguardano efficacia, ampiezza delle esenzioni e questioni di privacy.
Meccanismo, costi e calendario
Il sistema prevede che in particolari giornate e nell’intervallo orario stabilito (dalle 8.30 alle 16) alcuni visitatori debbano acquistare un ticket per poter entrare nella città storica. La tariffa è differenziata: chi prenota con almeno tre giorni di anticipo paga 5 euro, chi prenota in tempi più ristretti paga 10 euro. Per questa fase sperimentale il periodo indicato va dal 3 aprile 2026 fino al 26 luglio 2026, per complessivi 60 giorni di applicazione. Sono previste alcune eccezioni nel calendario, con finestre in cui la misura non si applica: l’amministrazione ha indicato date specifiche di deroga all’interno del periodo estivo.
Luoghi di controllo e modalità operative
I controlli sono stati organizzati nei principali punti d’accesso alla città: Piazzale Roma, l’area davanti alla stazione di Santa Lucia, Fondamenta Nove, San Zaccaria e Punta Sabbioni dove partono i lancioni per le isole minori. In prossimità di questi varchi sono stati installati totem informativi, sportelli di biglietteria e dispositivi per le verifiche. La mancata corrispondenza al regolamento comporta una sanzione amministrativa, con importi che vanno da 25 a 150 euro oltre al pagamento del contributo dovuto.
Chi deve pagare e chi è esente
La platea dei soggetti tenuti al versamento è stata delineata per evitare di penalizzare chi vive o lavora in città: non pagano il contributo d’accesso i residenti del Comune di Venezia, i residenti in regione Veneto, i minori di 14 anni e le persone che pernottano nelle strutture ricettive del territorio, poiché hanno già corrisposto la tassa di soggiorno. Anche studenti, lavoratori che prestano attività nella città storica e personale delle forze armate o delle forze dell’ordine rientrano nelle categorie di esenzione, se documentano il proprio status.
Esenzioni automatiche e registrazioni necessarie
Alcune categorie devono soltanto esibire un documento d’identità per dimostrare l’esenzione; altre invece devono ottenere un codice alfanumerico attraverso il portale per essere riconosciute durante i controlli. Tra queste ultime figurano lavoratori domiciliati o con luogo di attività nella città, disabili senza la Disability Card ma con certificazione della condizione, familiari di contribuenti IMU e partecipanti a eventi specifici come competizioni sportive o servizi di volontariato. Il sistema di inviti consente inoltre ai cittadini veneziani di autorizzare amici e parenti e annullare così l’obbligo di pagamento.
Dati, entrate e polemiche
I numeri delle prime giornate confermano un’ampia adesione: il Comune ha registrato decine di migliaia di prenotazioni e pagamenti per i giorni iniziali, con migliaia di comunicazioni di esenzione per i visitatori pernottanti. Nei cicli precedenti il contributo aveva generato entrate significative: nel 2026, su 29 giornate, si registrarono quasi due milioni e mezzo di euro; nel 2026, con 54 giornate a pagamento, l’incasso si avvicinò ai cinque milioni e mezzo di euro. Queste cifre vengono presentate dall’amministrazione come risorsa per interventi mirati, ad esempio la riduzione della Tari per i cittadini.
Critiche e puntualizzazioni
Non mancano critiche: oppositori sottolineano l’ampia lista di esenzioni che, a loro avviso, riduce l’impatto sulla mobilità dei visitatori giornalieri, e c’è chi ricorda che Venezia deve restare accessibile. Sul fronte della privacy permane un contenzioso tra il Comune e il Garante, che ha spinto a modifiche nelle procedure di registrazione e nella gestione dei dati. L’amministrazione sostiene che il meccanismo si può migliorare ma resta necessario per trasmettere l’idea di una città fragile da tutelare e per reperire risorse utili alla comunità.
Per informazioni operative e per registrarsi o richiedere esenzioni il canale ufficiale resta il portale indicato dal Comune. Nel frattempo, l’avvio del periodo di applicazione conferma che il tema della regolazione dei flussi turistici rimane al centro del dibattito pubblico su Venezia, tra esigenze di tutela del patrimonio e pressioni economiche legate al turismo.