Dal letto d’ospedale del Niguarda di Milano, la giovane sopravvissuta all’incendio della notte di Capodanno ha raccontato la sua battaglia quotidiana contro le ustioni e le complicazioni respiratorie. Con parole cariche di coraggio e gratitudine verso medici, familiari e soccorritori, Eleonora Palmieri trasmette un messaggio di resilienza e speranza, simbolo della lotta dei feriti della tragedia di Crans-Montana.
Crans-Montana, i feriti al Niguarda: una battaglia silenziosa per la vita
Al Niguarda di Milano prosegue la complessa cura degli 11 pazienti feriti nell’incendio di Crans-Montana nella notte di Capodanno, tutti con prognosi ancora riservata. Secondo l’ultimo bollettino, tutti i pazienti sono sedati e la loro condizione è stabile, ma per alcuni le ustioni estese fino al 70% della superficie corporea e le gravi complicazioni polmonari derivanti dall’inalazione di fumi rendono la situazione critica.
Una parte fondamentale di questa lotta è affidata alla Banca dei Tessuti del Niguarda, struttura all’avanguardia nella conservazione e nel trapianto di pelle. Come spiega Giovanni Sesana, responsabile della Banca Tessuti e Terapia Tessutale, la pelle, proveniente da donazioni autorizzate, viene lavorata, purificata e conservata a –80 °C fino al momento del trapianto.
Nei giorni successivi all’arrivo dei feriti, sono già stati utilizzati 13.000 centimetri quadrati di pelle solo per i primi quattro pazienti, a dimostrazione della complessità e dell’urgenza delle cure. Ogni dettaglio, dalla preparazione della cute fino alla sala operatoria, diventa cruciale in questa battaglia silenziosa contro il tempo e il dolore.
Crans-Montana, la forza di Eleonora Palmieri dal letto d’ospedale dopo la strage: “Combattiamo”
Dal reparto di terapia intensiva del Niguarda di Milano arriva una voce che è insieme ferita e luminosa. È quella di Eleonora Palmieri, 29 anni, veterinaria romagnola, che dopo l’incendio di Crans-Montana è tornata a parlare pubblicamente affidando ai social il suo messaggio. “Qui nel reparto di terapia intensiva del Niguarda di Milano stiamo combattendo per guarire giorno dopo giorno… ma un pensiero va agli angeli che non ce l’hanno fatta. Non smettete mai di onorare la vita!“.
Le ustioni segnano il corpo, mentre lo shock resta inciso più a fondo, condiviso anche da chi l’attende fuori dall’ospedale. Nel video che accompagna il post scorrono immagini di prima e dopo: la spensieratezza accanto al fidanzato e poi il letto d’ospedale, le bende, il volto segnato. Eleonora racconta ciò che spesso resta invisibile dietro le notizie: “Dietro ogni articolo e ogni titolo di giornale, c’è stata la vita vera – scrive Eleonora – Quella fatta di paura, ma soprattutto di coraggio e forza per andare avanti“.
Le sue parole diventano ringraziamento verso chi non l’ha lasciata sola: la famiglia, il compagno Filippo Bonifacio – che l’ha salvata trascinandola fuori dalle fiamme e portandola all’ospedale di Sion – e il personale sanitario. “Se oggi sono qui a raccontarlo, è anche merito vostro“. Al Niguarda lottano anche altri giovani feriti, mentre due ragazzi italiani, Leonardo Bove ed Elsa Rubino, restano ricoverati a Zurigo in condizioni ancora delicate. “È stabile, ma in una situazione ancora delicata“, ha spiegato il padre di Elsa, aggiungendo una frase che pesa come un respiro trattenuto: “Ogni minuto è una conquista“.