La tragedia di Capodanno a Crans-Montana resta al centro dell’inchiesta giudiziaria che punta a chiarire responsabilità e falle nella gestione della sicurezza del locale Le Constellation. In queste ore l’attenzione si concentra sulle dichiarazioni dei soggetti coinvolti, tra cui Jessica Moretti, proprietaria del discobar, che ha deciso di intervenire pubblicamente per spiegare la sua posizione e quella del marito mentre proseguono gli interrogatori della Procura.
Incendio mortale in Svizzera, avanti con l’inchiesta: interrogato il figlioccio dei Moretti
Prosegue l’indagine sulla strage di Capodanno avvenuta a Crans-Montana, in Svizzera, dove un incendio in un locale notturno ha causato 41 vittime, tra cui cinque cittadini italiani, e 115 feriti. Nell’ambito dell’inchiesta, oggi giovedì 5 febbraio 2026, a Sion, è stato ascoltato Jean-Marc Gabrielli, giovane legato alla famiglia Moretti e all’epoca responsabile del Vieux Chalet, altro esercizio riconducibile agli stessi proprietari.
Gabrielli, figlioccio di Jacques e Jessica Moretti ed ex compagno di Cyane Panine, avrebbe ribadito davanti agli inquirenti di non essere mai stato “formato o addestrato” per gestire situazioni critiche. Secondo quanto emerso, avrebbe raggiunto il locale Le Constellation prima che le fiamme si propagassero, sottolineando però di non aver mai ricevuto indicazioni o preparazione specifica in materia di sicurezza ed emergenze.
“Siamo soli”. Crans Montana, lo sfogo di Jessica Moretti
Nel frattempo, Jacques e Jessica Moretti hanno deciso di rompere il silenzio scrivendo una lettera ai dipendenti del Le Constellation, assicurando sostegno e continuità economica nonostante il blocco dei conti. “Non vi abbandoneremo. Siamo legati da questo stesso destino e faremo di tutto per sostenervi“, affermano nella missiva ottenuta da FranceInfo. I titolari spiegano di non aver contattato subito il personale a causa del “sospetto di collusione” che, durante le prime fasi dell’inchiesta, avrebbe imposto loro di interrompere ogni rapporto, una versione arrivata dopo le accuse pubbliche di alcuni lavoratori. Nella lettera dichiarano anche di essere “in lutto per coloro che non ci sono più, con immenso dolore“, ricordando i tre membri dello staff morti nell’incendio, e respingono le ricostruzioni su una presunta fuga con l’incasso: “Eravamo lì, di fronte al caos, terrorizzati da quelle scene di guerra, cercando di portare aiuto“.
In un’intervista a Tgcom24, Jessica Moretti ha spiegato: “Siamo completamente isolati, credo che questo abbia creato molti malintesi, molte bugie“, aggiungendo che la lettera rappresenta “l’unico mezzo per noi di esprimerci e di proteggerci“. I Moretti, oggi indagati per omicidio colposo, incendio doloso e lesioni personali colpose, torneranno davanti alla Procura la prossima settimana.
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