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Crosetto critica il blocco statunitense ai satelliti ucraini

Crosetto critica il blocco statunitense ai satelliti ucraini

Crosetto ammonisce gli USA: chiudere i satelliti a Kiev potrebbe prolungare la guerra

Il ministro della Difesa, Guido Crosetto ha espresso, in un’intervista rilasciata alla BBC presso il suo ufficio a Roma, una forte critica nei confronti di un ipotetico provvedimento degli Stati Uniti volto a limitare l’accesso dell’Ucraina ai sistemi satellitari e alle informazioni di intelligence. Il politico ha definito una tale iniziativa un “errore totale, un errore madornale” e ne ha avvertito le conseguenze sull’equilibrio strategico del conflitto in atto.

Secondo Crosetto, i dati forniti dai satelliti US costituiscono una linfa vitale per le operazioni di difesa ucraine: consentono il tracciamento dei movimenti russi, la localizzazione dei lanci di missili e la tempestiva elaborazione di avvisi di preallarme. Una riduzione di questi flussi, per quanto temporanea, darebbe a Mosca la percezione di una debolezza ucraina, facendo aumentare la possibilità che il presidente Vladimir Putin creda di poter avanzare ulteriormente, prolungando così la guerra.

Le parole di Crosetto sul rischio di un “stallo” strategico

Nel suo intervento, il ministro ha sottolineato che la pace “arriverà quando Putin sarà convinto che ci sia una situazione di stallo che non possa avanzare oltre”. Ha aggiunto che la percezione di vulnerabilità, alimentata da eventuali restrizioni statunitensi, potrebbe indurre Mosca a credere di poter vincere, incentivando nuove offensive.

Crosetto ha inserito che l’Italia continuerà a sostenere militarmente l’Ucraina “finché questo governo resterà in carica”, ma ha avvertito che l’approvazione parlamentare per ulteriori forniture potrà diventare più difficile con l’avvicinarsi delle elezioni.

Il contesto politico interno

Il ministro ha inoltre contestato le voci secondo cui gli Stati Uniti avrebbero rallentato la velocità di Internet fornita all’Ucraina, ribadendo che non vi è alcuna decisione in tal senso da parte dell’amministrazione Trump, il quale ha negato di aver interrotto la condivisione degli allarmi di preallarme per gli attacchi aerei russi. Crosetto ha definito tali affermazioni “completamente sbagliate” e le ha attribuite a una campagna di disinformazione russa volta a minare il consenso interno in Italia verso gli aiuti all’Ucraina.

L’attacco russo di 332 droni e missili: i numeri della notte del 17 ottobre

Nelle prime ore del 17 ottobre, le forze aeree ucraine hanno dovuto fronteggiare un massiccio raid notturno lanciato dalla Russia, che ha coinvolto 332 droni d’attacco e diversi missili balistici e da crociera. Il bilancio preliminare indica che gli estrema-orientali difensori ucraini hanno riuscito a neutralizzare 293 obiettivi limitando gli effetti distruttivi dell’operazione.

Tra le componenti più pericolose dell’attacco vi erano quattro missili Kalibr e 289 droni di vario tipo, inclusi i famosi Shahed, i modelli S-8000 Banderoľ e Gerbera. Gli aggressori hanno inoltre impiegato missili balistici Iskander-M e KN-23 lanciati da basi nella regione di Voronezh, Rostov e dalla Crimea occupata, oltre a missili da crociera Kh-22/32 provenienti dal Mar Nero e da Novorossiysk.

Conseguenze sul territorio e risposta ucraina

Gli impatti sono stati registrati in 22 località ucraine, con danni a edifici residenziali, infrastrutture industriali e un impianto di produzione. Alcune delle scorie dei velivoli intercettati sono cadute in altre tre zone, aumentando il pericolo per la popolazione civile. In Zaporizhzhia e Kryvyi Rih, i bombardamenti hanno provocato feriti e danni materiali, confermando la capacità della Russia di estendere l’attacco anche oltre il fronte settentrionale.

Il ministro Crosetto ha collegato questi sviluppi all’importanza della continuità dei sistemi di intelligence satellitare ribadendo che l’assenza di tali informazioni potrebbe rendere più difficile per l’Ucraina anticipare e neutralizzare attacchi di simile portata. Parallelamente, ha ricordato che l’Italia non ha subito attacchi di sabotaggio di rilievo, citando l’incendio di un deposito d’armi nella periferia di Roma come frutto di “stupidità umana” piuttosto che di operazioni ostili.

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