> > Dazi Usa-Canada: Mark Carney annuncia misure di ritorsione dal 8 settembre

Dazi Usa-Canada: Mark Carney annuncia misure di ritorsione dal 8 settembre

Dazi Usa-Canada: Mark Carney annuncia misure di ritorsione dal 8 settembre

Il governo canadese ha annunciato dazi dal 15 al 50% su prodotti statunitensi a partire dall'8 settembre, in risposta alle tariffe imposte da Washington.

La tensione commerciale tra Stati Uniti e Canada ha raggiunto un nuovo picco. Il governo di Mark Carney ha annunciato l’introduzione di dazi dal 15% al 50% su una serie di prodotti statunitensi a partire dall’8 settembre. Questa decisione fa seguito ai dazi imposti dagli Stati Uniti, scatenando una guerra commerciale che sta avendo ripercussioni significative su entrambi i fronti.

Le misure di ritorsione di Ottawa

Il ministro delle Finanze canadese ha illustrato la risposta di Ottawa ai dazi americani, annunciando che il governo stanzerà 7,5 miliardi di dollari canadesi (circa 4,6 miliardi di euro) per sostenere la liquidità delle imprese e rafforzare i sussidi di disoccupazione. Questa mossa mira a mitigare l’impatto negativo sui settori più colpiti dalla guerra commerciale.

Le dichiarazioni di Donald Trump

Il presidente degli Stati Uniti, Donald trump è intervenuto sulla questione attraverso il suo social network Truth affermando che negli ultimi dieci anni gli Stati Uniti hanno perso in media 60 miliardi di dollari all’anno con il Canada. Trump ha anche criticato le politiche commerciali canadesi, definendole irragionevoli e difficili.

Le accuse di Trump

Trump ha accusato il Canada di imporre dazi del 400% sugli agricoltori americani e ha dichiarato che gli Stati Uniti vogliono imporre un dazio del 50% su 28 miliardi di dollari di merci canadesi. Questa misura entrerà in vigore dalla mezzanotte del 21 agosto 2026.

L’impatto sui mercati e le imprese

La decisione di Ottawa di rispondere dollaro per dollaro ai dazi americani potrebbe avere conseguenze significative sui mercati e sulle imprese. Il Wall Street Journal ha definito questo scontro commerciale il più sciocco della storia ma Carney gode del sostegno dell’opinione pubblica e del proprio partito.

Tuttavia, molte piccole e medie imprese canadesi stanno già risentendo degli effetti dei contrasti commerciali, con tagli agli investimenti e riduzioni del personale. La strategia di Carney, incentrata sulla diversificazione dei mercati e su un piano infrastrutturale da oltre 360 miliardi di dollari mira a rilanciare l’export su altri mercati.

L’impatto sul settore automobilistico

Il settore automobilistico è uno dei più colpiti da questa guerra commerciale. L’accordo progettato prevedeva un taglio dei dazi USA sulle auto dal 25% al 15% e una riduzione delle tariffe su acciaio e alluminio dal 50% al 25%. Con l’attuale scenario, i prezzi di acciaio e alluminio sono già balzati a doppia cifra, con impatti miliardari per le case automobilistiche.

In queste ore, l’indice settoriale EURO STOXX Automobiles & Parts ha registrato un calo dello 0,58% mentre Stellantis ha segnato un ribasso del 2,88% a 4,512 euro. Anche le tedesche VolkswagenBMW e Mercedes hanno registrato perdite significative.

Le prospettive future

Ottawa non si illude su una rapida risoluzione della disputa tariffaria con Washington. Dopo il fallimento dei negoziati commerciali del 22 agosto 2026 il governo canadese ammette che la guerra commerciale potrebbe protrarsi fino alle elezioni del Congresso di novembre o addirittura fino alla fine del secondo mandato di Trump.

Intensi negoziati tra il ministro del commercio canadese Dominic LeBlanc e il rappresentante commerciale statunitense Jamieson Greer sono in corso a Washington. Tuttavia, le nuove richieste americane, che includono restrizioni alla sovranità del Canada e disposizioni interpretate come una minaccia alla lingua francese e alla cultura franco-canadese, hanno portato al fallimento dei colloqui.

Greer ha accusato il Canada di avanzare nuove richieste e di venire meno agli impegni presi in precedenza. Trump ha commentato la situazione su Truth Social, affermando che il Canada vuole i vantaggi di essere uno stato, senza esserlo.

Le nuove tariffe statunitensi del 50% su merci canadesi per un valore di circa 20 miliardi di dollari sono entrate in vigore dal 22 agosto. Il Canada ha annunciato ritorsioni di pari importo, che entreranno in vigore l’8 settembre e si applicheranno ad acciaio, prodotti lattiero-caseari, elettrodomestici, macchinari agricoli, cellulosa e carta ed elettronica statunitensi.

La Banca del Canada si trova di fronte a un classico dilemma stagflazionistico. I dazi stanno soffocando la crescita, ma stanno anche alimentando l’inflazione. La risposta della banca centrale rimarrà un fattore chiave di incertezza per il tasso di cambio CAD.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app