Il nuovo decreto sicurezza infiamma gli animi, sicuramente accende lo scontro politico come sempre soprattutto dopo gli episodi di violenza registrati a Milano e in altre città.
Il 20 ottobre 2026 il Consiglio dei ministri ha approvato nuove misure per la sicurezza pubblica e il contrasto alla criminalità minorile. Il giorno successivo, l’europarlamentare Ilaria Salis ha criticato il provvedimento con un post su Facebook, contestando in particolare il rafforzamento della presenza militare nel capoluogo lombardo e quella che considera una risposta troppo repressiva ai problemi del Paese? Al centro della polemica, il ruolo dei militari, le nuove norme e il rapporto tra ordine pubblico e disagio sociale.
Decreto sicurezza, Ilaria Salis contesta l’arrivo dei militari a Milano
Nel messaggio pubblicato sui social, Salis sembrerebbe mettere in discussione la scelta di aumentare il numero dei militari nelle strade di Milano e richiama anche l’ipotesi, discussa durante la preparazione del provvedimento, di attribuire loro poteri di polizia giudiziaria.
«Quale sarà il prossimo passo? Licenza di sparare sulla folla in stile Bava Beccaris?», scrive Ilaria Salis. Un riferimento storico molto forte, che accompagna la sua critica alle misure del governo.
Il generale Fiorenzo Bava Beccaris è ricordato per la repressione dei moti popolari di Milano del 1898.Nel post, Salis definirebbe il governo «post-fascista» e sostiene che i recenti fatti di Milano rappresentino il fallimento delle politiche securitarie.
È la sua valutazione politica, espressa in termini duri. L’europarlamentare contesta l’efficacia di una strategia che, a suo giudizio, insiste sulla repressione senza affrontare le ragioni del malcontento.
Il governo, dal canto suo, ha motivato il nuovo intervento con la necessità di prevenire e contrastare le violenze viste durante le manifestazioni. Tra le misure annunciate figura anche il rafforzamento dell’operazione Strade Sicure con 500 militari aggiuntivi a Milano, come comunicato dal ministero della Difesa il 20 ottobre.
Ilaria Salis e il decreto sicurezza: «Serve lo Stato sociale»
La critica di Salis sul decreto sicurezza non riguarda soltanto la presenza dell’esercito nelle strade. Nel suo intervento, l’europarlamentare collega il tema della sicurezza a questioni economiche e sociali che, secondo lei, restano senza risposte adeguate.
Il riferimento è al costo della vita, ai bassi salari e alle difficoltà dei servizi pubblici. Ilaria Salis sostiene che l’inasprimento delle misure, insieme alla criminalizzazione delle proteste e al riarmo, rischi di alimentare ulteriormente la tensione sociale anziché risolverla.
«Quello che serve è stato sociale, non Stato di polizia», scrive nel messaggio ripreso da Adnkronos il 21 ottobre. È questa la sintesi della sua posizione: non negare l’esistenza dei problemi di sicurezza, ma contestare gli strumenti scelti dall’esecutivo per affrontarli.
Il decreto arriva dopo gli scontri e i danneggiamenti registrati durante le recenti manifestazioni. Il governo ha presentato le nuove norme come una risposta a quegli episodi, introducendo misure contro la partecipazione violenta alle proteste e rafforzando gli strumenti di prevenzione, per evitare devastazioni di esercizi commerciali e distruzione per le vie delle città.
La distanza tra le due posizioni resta evidente. Da una parte, l’esecutivo punta su maggiori strumenti di controllo e contrasto alla violenza; dall’altra, Ilaria Salis chiede di affiancare alla sicurezza interventi sulle difficoltà economiche e sociali. Uno scontro politico che, dopo il via libera al decreto, si è spostato anche sui social.
