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Recentemente, migliaia di cittadini yemeniti hanno riempito le strade di Aden per esprimere il loro sostegno al Consiglio di transizione meridionale (STC). Questa manifestazione si è svolta nel contesto di notizie contrastanti riguardo a possibili piani di scioglimento del gruppo, coinvolto in conflitti violenti con le forze sostenute dall’Arabia Saudita.
Il STC ha mostrato la sua forza nel quartiere di Khor Maksar, area di forte sostegno per il movimento separatista.
Durante le manifestazioni, i partecipanti hanno alzato la bandiera dell’ex Yemen del Sud, simbolo di un passato nazionale risalente al periodo di indipendenza tra il 1967 e il 1990.
La manifestazione di massa e il messaggio di indipendenza
Un partecipante, Yacoub al-Safyani, ha dichiarato all’agenzia AFP: “Oggi, la gente del sud si è radunata da tutte le province nella capitale, Aden, per ribadire ciò che affermiamo da anni: vogliamo uno stato indipendente.” Questa dichiarazione sottolinea il desiderio persistente del popolo yemenita meridionale di ottenere autonomia e riconoscimento.
Le tensioni tra le forze saudite e le truppe del STC sono aumentate dopo un’offensiva appoggiata dall’Arabia Saudita per riprendere il controllo delle province meridionali precedentemente occupate. Le forze governative, sostenute da Riyadh, hanno lanciato un attacco che ha costretto il STC a ritirarsi da importanti posizioni in Hadramout e al-Mahra, così come dal palazzo presidenziale ad Aden.
Divisioni interne e fuga del leader
La situazione interna è complicata. Il 7 gennaio, un delegato del STC ha annunciato la decisione di sciogliere il gruppo durante i colloqui a Riyadh, citando dissidi interni e crescenti pressioni regionali. Tuttavia, i portavoce del gruppo hanno contestato questa affermazione, evidenziando divisioni interne e mancanza di consenso su tale decisione.
Il leader del STC, Aidarous al-Zubaidi, ha recentemente abbandonato lo Yemen per rifugiarsi negli Emirati Arabi Uniti, sollevando interrogativi sulla sua leadership e sulla direzione futura del movimento. La fuga di al-Zubaidi è stata interpretata come un segno di debolezza e ha alimentato speculazioni su un possibile collasso del gruppo.
Le pressioni esterne e il ruolo dell’Arabia Saudita
Le azioni dell’Arabia Saudita e degli Emirati Arabi Uniti hanno un ruolo cruciale nel conflitto. Mentre Riyadh cerca di mantenere stabilità e unità in Yemen, Abu Dhabi sembra perseguire una strategia di frammentazione per limitare l’influenza saudita. Questo conflitto di interessi ha reso la situazione ancora più complessa, con il rischio di una escalation delle tensioni tra le fazioni locali.
Implicazioni per il futuro dello Yemen
Il deterioramento della situazione politica in Yemen ha gravi conseguenze per la popolazione. Con 21,6 milioni di persone che necessitano di assistenza umanitaria, la crisi si fa sempre più drammatica. La fuga di al-Zubaidi e il potenziale scioglimento del STC potrebbero innescare una spirale di violenza e instabilità, aggravando ulteriormente la già critica situazione umanitaria.
Il conflitto interno tra le fazioni yemenite, unito all’ambizione degli Houthi di rafforzare la propria posizione, crea un terreno fertile per nuove tensioni. Le conseguenze di questo scontro si riflettono nella vita quotidiana degli yemeniti, molti dei quali vivono in condizioni di estrema precarietà e vulnerabilità.
La mobilitazione a Aden rappresenta solo un aspetto di una crisi più ampia. Il futuro del Consiglio di transizione meridionale e dello Yemen nel suo complesso rimane incerto, con sfide significative che si profilano all’orizzonte.