Mentre Anthony Fauci, l’ex responsabile della sanità pubblica, continua a essere al centro dell’attenzione dei repubblicani, il Dipartimento di giustizia sta portando avanti un’indagine più ampia e discreta che coinvolge un gruppo più vasto di ricercatori. Questo sviluppo si inserisce in un contesto di crescente tensione politica e scientifica.
Fauci, oggi 85enne, ha recentemente rifiutato di rispondere alle domande del Senato sulla gestione della pandemia di Covid-19, invocando 111 volte il Quinto emendamento che protegge dal rischio di autoincriminazione.
Durante l’audizione del 29 luglio, ha definito l’audizione una trappola volta a indurlo a fare dichiarazioni false.
Il voto del Senato e le reazioni
Il 6 agosto, la Commissione per la sicurezza Interna e gli Affari Governativi del Senato, controllata dai repubblicani, ha dichiarato Fauci colpevole di oltraggio con un voto di 8 a 5. Questo voto, promosso dal senatore Rand Paul, critico di lunga data di Fauci, ha aperto la strada a possibili conseguenze legali.
Tuttavia, il percorso verso un’incriminazione formale è pieno di ostacoli.
La risoluzione dovrebbe normalmente essere sottoposta al voto dell’intero Senato, dove quasi certamente non raggiungerebbe i 60 consensi necessari. Paul ha quindi chiesto al vicepresidente JD Vance di certificare direttamente il documento e trasmetterlo al Dipartimento di Giustizia. Tuttavia, fino a martedì sera, l’ufficio di Vance non aveva ricevuto alcun documento da certificare.
Le difficoltà procedurali
Il Dipartimento di Giustizia, che aveva ricevuto una lettera contenente le accuse il giorno del voto, non dispone ancora di un deferimento formale. Inoltre, il presidente Donald Trump non ha ancora deciso se chiedere al Dipartimento di procedere. Secondo fonti vicine alle discussioni, la questione non è una priorità per il presidente.
La mossa di Paul mette la Casa Bianca in una posizione difficile. Certificare il documento significherebbe doverne difendere la validità in tribunale, dove alcuni funzionari temono che l’accusa non supererebbe una richiesta di archiviazione in assenza di un voto dell’intera aula. Trump, che inizialmente si era detto favorevole a valutare un’incriminazione, ha dichiarato di non aver mai discusso il caso né con il procuratore generale Todd Blanche né con Jeanine Pirro, procuratrice federale di Washington.
I precedenti e le implicazioni legali
Trump ha paragonato il caso a quelli di Steve Bannon e Peter Navarro, condannati durante l’Amministrazione Biden per non aver rispettato le citazioni della commissione d’inchiesta sull’assalto al Campidoglio del 6 gennaio. Tuttavia, in entrambi i casi, l’intera Camera aveva votato per dichiararli colpevoli di oltraggio prima del deferimento al Dipartimento di Giustizia.
Stanley Brand, che ha difeso Bannon e Navarro ed è stato consulente legale della Camera dei Rappresentanti durante la presidenza di Tip O’Neill, ha affermato che il deferimento promosso da Paul resterebbe vulnerabile anche se il Dipartimento decidesse di procedere. Secondo Brand, esiste una lunga serie di sentenze secondo cui non si possono aggirare le regole del Senato o della Camera quando si dichiara qualcuno colpevole di oltraggio.
Fauci ha inoltre ricevuto da Joe Biden una grazia preventiva per qualsiasi reato federale legato agli incarichi ricoperti tra il gennaio e il 19. Trump l’ha definita “un atto molto forte” e ha detto che intende rispettarla. Il presidente, che nei primi mesi della pandemia aveva mantenuto buoni rapporti con Fauci e gli aveva conferito un encomio prima di lasciare la Casa Bianca, oggi sostiene che l’immunologo “abbia commesso molti errori”, senza però averne mai chiesto esplicitamente il processo.
Le indagini in corso
Paul e il senatore Ron Johnson stanno esaminando le comunicazioni conservate sul vecchio iPhone governativo di Fauci. Paul ha inoltre pubblicato i diari risalenti agli anni della pandemia, che, a suo giudizio, mostrerebbero una particolare attenzione dell’immunologo per le apparizioni televisive e la propria immagine pubblica. Entrambi i senatori accusano Fauci di aver ingannato gli americani sull’origine del virus e di aver tratto vantaggio economico dalle politiche adottate durante la pandemia.
Alcuni Stati guidati dai repubblicani hanno aperto separate indagini autonome, sostenendo che la grazia concessa da Biden abbia valore soltanto sul piano federale. L’oltraggio al Congresso può essere punito con una multa fino a 100.000 dollari e un anno di carcere.
