La passione per la montagna è sempre viva in chi ama compiere arrampicate alle catene montuose più famose del nostro paese. La stagione migliore sarebbe l’estate perché è minore il rischio di eventi estremi ma anche questo autunno sta regalando giornate meravigliose in cui godere dei panorami unici e del bel tempo, gli esperti però raccomandano come sempre prudenza e massima attenzione se non si è esperti.
Donna morta durante escursione, ancora incerta la dinamica
La donna escursionista ed appassionata conosceva il territorio che stava affrontando e sapeva che è necessario portare il massimo rispetto alla montagna e non avventurarsi in manovre azzardate che potrebbero rivelarsi fatali.
Gli uomini del soccorso alpino non si sono ancora sbilanciati in merito alla possibile dinamiche del triste evento, molto probabilmente si avranno ulteriori notizie nelle prossime ore quando analizzando i rilievi e sentendo le testimonianze di chi era con lei si potrà far luce su quanto accaduto.
Questo episodio al pari di tanti altri mette in guardia le persone sui pericoli che le montagne possono nascondere perché anche pareti considerate facili possono in realtà risultare complicati e indurre all’errore.
Per la donna caduta e morta durante l’escursione i sanitari sono stati tempestivi
La chiamata per una richiesta d’aiuto alla centrale operativa è arrivata intorno a mezzogiorno, immediatamente compresa la gravità della situazione si è deciso di far chiamare un elicottero che potesse raggiungere il luogo interessato ovvero il Pordoi, in località Canazei in Trentino.
Una volta arrivato il velivolo i medici e gli infermieri a bordo hanno provato di tutto per tentare di salvare la vita alla donna ma purtroppo non è stato possibile. La 36enne, come riporta TGCom24, è stata quindi dichiarata deceduta. Molto probabilmente solo dopo l’autopsia il corpo potrà essere riconsegnato ai familiari per la cerimonia funebre.
Il caso riporta alla mente come sia tanto bella quanto beffarda la montagna e di come non bisogna considerarsi superiori perché anche il minimo, ed impercettibile, errore a quelle altezze può risultare fatale.
