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L'ex ministro Peter Mandelson arrestato a Camden: gravi accuse legate al caso Epstein

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Peter Mandelson, ex ministro di Keir Starmer, arrestato a Camden: si indaga su presunti abusi di funzioni pubbliche legati ai rapporti con Epstein.

L’arresto di Peter Mandelson, ex ministro britannico ed ex ambasciatore negli Stati Uniti, riaccende l’attenzione sullo scandalo Epstein nel Regno Unito. Le autorità indagano su presunta “cattiva condotta nell’esercizio di funzioni pubbliche”, con particolare riferimento alla possibile condivisione di informazioni governative sensibili e ai legami personali con il finanziere condannato per abusi sessuali su minorenni.

L’episodio segue di pochi giorni l’arresto e il rilascio dell’ex principe Andrea, inserendosi in un più ampio contesto investigativo.

Arrestato l’ex ministro Peter Mandelson: accuse e contesto

Come riportato da Reuters, Peter Mandelson, ex ministro del governo britannico ed ex ambasciatore del Regno Unito negli Stati Uniti, è stato arrestato dalla Metropolitan Police a Londra con l’accusa di “cattiva condotta nell’esercizio delle sue funzioni pubbliche”. La notizia è stata confermata da un portavoce della polizia, secondo cui “gli agenti hanno arrestato un uomo di 72 anni con l’accusa di cattiva condotta nell’esercizio di funzioni pubbliche”, senza specificarne il nome, come previsto dalle procedure standard.

Mandelson è stato fermato a Camden e portato in una stazione di polizia per essere interrogato, nell’ambito di un’inchiesta che segue perquisizioni in due proprietà nelle aree di Wiltshire e Camden. L’indagine è collegata ai cosiddetti “Epstein files”, la documentazione diffusa negli Stati Uniti relativa a Jeffrey Epstein, il finanziere condannato per abusi sessuali su minorenni e morto suicida in carcere nel 2019. Downing Street ha confermato di aver trasmesso alla polizia alcune comunicazioni tra Mandelson ed Epstein che necessitavano di approfondimenti.

Secondo i documenti emersi, i rapporti tra Mandelson ed Epstein erano conosciuti da tempo, ma recenti pubblicazioni hanno fornito ulteriori dettagli. Tra questi, una dedica del 2003 in cui Mandelson definiva Epstein “best pal” e registri bancari che mostrerebbero trasferimenti di denaro per oltre 75mila dollari tra il 2003 e il 2004. Scambi di email del 2009 riportano che il partner di Mandelson ringraziava Epstein per un trasferimento di fondi ricevuto. Mandelson ha sempre negato di aver commesso illeciti, affermando di essere stato “ingannato da Epstein” e di non conoscere le sue attività criminali.

L’attenzione degli investigatori britannici si concentra anche sulla possibile condivisione di informazioni governative sensibili durante il suo periodo da ministro, valutando se ciò possa configurare un caso di “misconduct in public office”, un reato di common law che implica un abuso grave e volontario delle proprie funzioni.

Arrestato l’ex ministro Peter Mandelson: indagini e reazioni

L’ex ambasciatore, nominato da Keir Starmer a dicembre 2024 e rimosso dall’incarico nel settembre 2025, rimane al centro dell’attenzione politica. La polizia ha sottolineato che si tratta di un passaggio investigativo e non di una condanna, come accaduto anche per Andrea Mountbatten-Windsor, arrestato e rilasciato nei giorni scorsi.

I recenti sviluppi hanno portato i parlamentari britannici a richiedere la pubblicazione di tutti i documenti relativi alla nomina di Mandelson e al suo periodo alla guida della missione diplomatica a Washington. Tuttavia, informazioni considerate sensibili per la sicurezza nazionale o per le relazioni internazionali verranno esaminate da una commissione parlamentare indipendente prima di eventuali divulgazioni. Il sottosegretario Darren Jones ha chiarito che i file saranno resi pubblici progressivamente, mentre quelli strettamente collegati all’indagine in corso saranno diffusi solo successivamente, in accordo con la polizia.

Nonostante le accuse, Mandelson continua a respingere ogni addebito, riaffermando di non aver commesso violazioni e sottolineando che la sua condotta è sempre stata lecita.