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Nathan e Catherine in contrasto: le perizie psicologiche mettono alla prova la famiglia del bosco

famiglia nel bosco

Famiglia del bosco: accertamenti psicologici e separazione imposta scatenano tensioni tra i genitori, i figli sempre più agitati.

Dopo settimane di separazione imposta dal tribunale, emergerebbero le prime tensioni nella “famiglia del bosco” di Palmoli. La controversia ruoterebbe attorno alle perizie psicologiche cui devono sottoporsi genitori e figli, mentre i bambini manifesterebbero crescente nervosismo e difficoltà ad adattarsi alla nuova routine.

Famiglia nel bosco, tensione tra Nathan e Catherine: le perizie psicologiche fanno discutere

Come riportato da Il Messaggero, dopo 45 giorni trascorsi separati, emergono i primi segnali di crepe tra Nathan Trevallion e Catherine Birmingham. La coppia, recentemente riunita per poche ore con i tre figli nella struttura familiare di Vasto, sembra affrontare difficoltà legate soprattutto all’accertamento psicologico disposto dal Tribunale dei Minori dell’Aquila, con la dottoressa Simona Ceccoli nominata come Ctu.

Nathan apparirebbe più flessibile nel gestire la situazione, mentre Catherine manterrebbe una posizione ferma e critica: «Non credo più a nulla, sono arrabbiata, stremata», avrebbe confidato ad amici e legali, manifestando il proprio disappunto per la valutazione dell’intero nucleo familiare.

Nathan avrebbe trascorso il Capodanno da solo nella “casetta di Nonna Gemma”, messa a disposizione fino a marzo dall’imprenditore Armando Carusi, mentre Catherine e i bambini continuano a vivere in una condizione protetta. «Sono stanco, demoralizzato e deluso», ha dichiarato Nathan al sindaco di Palmoli, Giuseppe Masciulli, aggiungendo: «Non mi resta che attendere». Il Comune ha confermato la propria disponibilità a supportare la famiglia, offrendo un alloggio e contribuendo alla scuola parentale qualora fosse necessario.

Famiglia nel bosco, i bambini al centro dello scompiglio: irritabilità e difficoltà nel sonno

Nel mezzo delle tensioni tra i genitori ci sono i tre figli, di 6 e 8 anni, che vivrebbero la nuova routine come una sorta di punizione. Secondo fonti vicine alla famiglia, i bambini attribuirebbero la responsabilità di questa situazione soprattutto alla madre, reagendo con nervosismo e difficoltà a dormire. Catherine ha espresso la sua preoccupazione: «Sto male e stanno male anche i miei bambini, sono nervosi».

Lo psichiatra Tonino Cantelmi, consulente della famiglia, ha richiesto di incontrare tutti i membri in un luogo diverso dalla casa famiglia di Vasto, con l’obiettivo di valutare la situazione in maniera più serena. Per Nathan e Catherine, finora uniti nell’educazione dei figli e lontani dalle imposizioni della società moderna, questa separazione forzata e le valutazioni giudiziarie rappresentano una prima, evidente frattura nella loro vita familiare.