L’autopsia sul corpo di Lorena Isceri, uccisa dall’ex fidanzato Federico Vella il 4 settembre a Barberino di Mugello, ha chiarito un punto decisivo: la 45enne era ancora viva quando è stata gettata dal viadotto dell’A1. Mentre la Procura di Firenze prosegue gli accertamenti sulla possibile premeditazione, il padre della vittima rinnova il suo appello contro la violenza sulle donne.
Femminicidio di Lorena Isceri: le indagini sulla premeditazione e l’appello del padre
La Procura di Firenze, con il pubblico ministero Antonio Natale, procede per sequestro di persona finalizzato all’omicidio e femminicidio aggravato dalla premeditazione. La Squadra mobile sta ricostruendo le ore precedenti al delitto, a partire dalla presenza di Vella nei pressi dell’abitazione della donna, dove alcuni vicini lo avrebbero notato nei giorni precedenti.
Al vaglio degli investigatori ci sono il nastro adesivo che sarebbe stato applicato alla fotocellula del cancello condominiale, uno scontrino relativo a un acquisto effettuato la mattina del 4 settembre e gli oggetti trovati nell’auto, tra cui fascette, un martello, forbici e un telo.
È stata inoltre disposta la copia forense di tre cellulari per esaminare telefonate e messaggi, anche quelli inviati ai familiari, e verificare l’eventuale progressione di comportamenti persecutori dopo la fine della relazione.
La famiglia ha riferito di precedenti maltrattamenti e di una minaccia con un coltello, mentre Lorena avrebbe deciso di interrompere i contatti dopo atteggiamenti sempre più insistenti.
Intanto, il padre Franco Isceri ha rinnovato il suo appello: “Mi auguro che mia figlia sia l’ultima vittima” e “La prima cosa da fare è denunciare“. Rivolgendosi alle istituzioni, ha chiesto di intervenire rapidamente e ha ribadito: “Quanto vorrei vedere una legge con l’unanimità della politica per difendere le donne“. A Firenze, oltre mille persone hanno partecipato al presidio promosso dalla sindaca Sara Funaro sotto casa della vittima, in via Panciatichi. Fiori, candele e un lungo applauso hanno accompagnato la presenza della madre di Lorena, che ha ringraziato i presenti: “Si sente l’affetto, vi ringrazio tutti“. Funaro ha richiamato la necessità di rafforzare la prevenzione, sottolineando che la violenza sulle donne non deve essere considerata una fatalità.
Femminicidio sull’A1, Lorena Isceri è stata gettata viva dal viadotto: l’esito dell’autopsia
Lorena Isceri era ancora viva quando è stata gettata dal viadotto dell’A1, a Barberino di Mugello, il 4 settembre. Come riportato dall’Ansa, è quanto emerge dai primi risultati dell’autopsia eseguita all’ospedale di Careggi sul corpo della 45enne, rapita dall’ex fidanzato Federico Vella e trasportata nel bagagliaio della sua auto. La morte sarebbe stata provocata dalla caduta da decine di metri, ma la valutazione definitiva sarà contenuta nella relazione medico-legale attesa entro 90 giorni.
L’esame dovrà chiarire anche se i lividi riscontrati siano precedenti alla caduta e riconducibili alle violenze subite. “Lo immaginavamo“, ha commentato all’Adnkronos l’avvocato Cosimo Miccoli, legale della famiglia, ricordando la telefonata al 112 durante la quale Lorena avrebbe cercato di convincere l’ex a fermarsi. “Alla fine della telefonata che riesce a fare Lorena e che dura 19 minuti, si sente quando Vella apre il bagagliaio per buttarla, si percepisce qualcosa e anche qualche lamento“, ha spiegato. La famiglia, ha aggiunto, sperava almeno che la donna fosse priva di conoscenza al momento della caduta.
Gli accertamenti riguardano anche il corpo di Vella, con esami tossicologici per verificare un’eventuale assunzione di stupefacenti. Al termine delle verifiche, la salma di Lorena sarà restituita ai familiari e trasferita a Squinzano, dove i funerali sono previsti tra mercoledì e giovedì.
