La relatrice speciale dell’ONU per i diritti umani nei territori palestinesi, Francesca Albanese, è finita al centro di una controversia internazionale. Le sue presunte dichiarazioni su Israele hanno scatenato le critiche di Francia, Germania e ora anche dell’Italia, mentre la giurista respinge le accuse e chiarisce il senso delle sue parole, denunciando campagne di strumentalizzazione.
Francesca Albanese al centro delle critiche di Francia, Germania e Italia
Dopo la Francia, anche la Germania ha chiesto le dimissioni di Francesca Albanese, relatrice speciale dell’ONU per i diritti umani nei territori palestinesi, accusandola di assumere una “posizione insostenibile su Israele“. Il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha espresso pieno sostegno a questa posizione: “Le posizioni di Albanese non rispecchiano quelle del governo italiano. Le sue affermazioni e iniziative non sono adeguate all’incarico che ricopre all’interno di un organismo di pace e garanzia come le Nazioni Unite“.
La vicenda ha trovato eco anche nelle istituzioni europee: l’europarlamentare Elena Donazzan di FdI ha scritto all’Alto rappresentante dell’UE per gli Affari esteri Kaja Kallas, manifestando “forte preoccupazione” per un comportamento “non consono al ruolo” e chiedendo un intervento formale della Commissione europea.
La controversia è nata dopo un intervento di Albanese a una conferenza di Al Jazeera a Doha, durante il quale le sue parole sono state ricostruite con riferimenti a Israele come “nemico comune dell’umanità“. Il ministro francese Jean-Noel Barrot ha definito le dichiarazioni “inaccettabili“, mentre il suo omologo tedesco Johann Wadephul ha ribadito: “Rispetto il sistema delle Nazioni Unite basato sui relatori indipendenti. Tuttavia Albanese ha rilasciato numerose dichiarazioni inappropriate in passato. Condanno le sue parole su Israele“.
Francesca Albanese nel mirino di Francia, Germania e Italia: la relatrice ONU rompe il silenzio
Albanese ha respinto le accuse, precisando che il suo riferimento era al “sistema che ha permesso il genocidio in Palestina” e che l’accostamento diretto a Israele sarebbe frutto di un montaggio del video. Il portavoce dell’ONU Stephane Dujarric ha commentato: “Non siamo sempre d’accordo con tutto quel che dice Albanese, ma sta agli Stati membri usare il meccanismo in piedi per dissentire“.
Le polemiche non si sono limitate all’ambito internazionale. Già a dicembre, alcune sue dichiarazioni avevano messo in difficoltà le amministrazioni locali che avevano concesso o stavano valutando riconoscimenti come cittadinanze onorarie. Sindaci di città come Napoli e Firenze hanno bloccato le iniziative, mentre a Milano e Bari la vicenda rimane in sospeso, con consiglieri e parlamentari che chiedono verifiche e azioni. Albanese ha denunciato campagne diffamatorie mirate da parte di gruppi pro-Israele, ribadendo: “Ho ricevuto con costernazione le esternazioni del Ministro francese, che mi ha attribuito parole non vere“, ha sottolineato Albanese a Fanpage.
Nonostante le pressioni, la relatrice ONU ha confermato a Fanpage la volontà di proseguire il suo lavoro sui diritti umani in Palestina: “Vado avanti nei miei propositi di continuare a parlare di giustizia, del rispetto della vita umana, della dignità umana come protetta dal diritto internazionale, che ci piaccia o no. E mi chiedo perché il Ministro degli esteri francese non utilizzi un po’ di quella verve che ha scaricato nei miei confronti dei crimini commessi dallo Stato di Israele“.
Le posizioni di Francesca Albanese nel suo ruolo di relatrice speciale dell’ONU non rispecchiano quelle del governo italiano. I suoi comportamenti, le sue affermazioni e iniziative non sono adeguate all’incarico che ricopre all’interno di un organismo di pace e garanzia come le…
— Antonio Tajani (@Antonio_Tajani) February 12, 2026