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Francesca Albanese replica agli attacchi: "Nonostante Francia, Germania e Italia, continuo a ricevere apprezzamenti"

francesca albanese piazzapulita

A Piazzapulita, Francesca Albanese risponde alle accuse di Francia, Germania e Italia e ribadisce il suo impegno per i diritti umani.

Francesca Albanese, ospite di Piazzapulita, è al centro di un acceso dibattito internazionale. Le critiche provenienti da Francia, Germania e Italia per le sue dichiarazioni sul conflitto in Palestina hanno sollevato polemiche sul ruolo e le responsabilità delle Nazioni Unite. Albanese difende con forza il suo lavoro di documentazione e denuncia dei crimini, sottolineando l’importanza della legalità e dei diritti umani universali.

Pressioni internazionali e il sostegno dell’Onu a Francesca Albanese

Francesca Albanese si trova al centro di forti pressioni da parte di diversi governi. Il ministro francese Jean-Noël Barrot ha definito “gravissimo” l’attacco contro la relatrice, accusandola sulla base di informazioni non veritiere e chiedendone le dimissioni, mentre Germania e Italia hanno manifestato analoghe critiche. Anche il ministro degli esteri italiano Antonio Tajani ha sottolineato che “le posizioni di Albanese nel suo ruolo di relatrice speciale dell’Onu non rispecchiano quelle del governo italiano“.

Nonostante ciò, Albanese ha ribadito la propria fiducia nel sostegno istituzionale dell’Onu: “Mi sento sostenuta dalle Nazioni Unite perché sono gli stati che decidono… Al di là di Francia, Germania e Italia continuo a ricevere apprezzamenti istituzionali per gli 850 giorni spesi a documentare atti di genocidio“.

Il portavoce dell’Onu Stéphane Dujarric ha chiarito che, pur non essendo tutti d’accordo con le posizioni della relatrice, “sta agli Stati Membri, se non sono d’accordo con lei, usare i meccanismi in piedi per dissentire“. Albanese, nominata dal Consiglio per i Diritti Umani, mantiene pieno diritto di parlare e documentare le violazioni, mentre eventuali critiche devono seguire le procedure ufficiali: “Se cadono le Nazioni Unite cade l’istituzione a garanzia della pace“, ha avvertito, evidenziando l’importanza della sua funzione e la responsabilità degli stati membri nel rispettare il ruolo della relatrice.

Francesca Albanese si difende dopo gli attacchi: “Nonostante Francia, Germania e Italia, ricevo apprezzamenti”

Durante la puntata di Piazzapulita su La7, Corrado Formigli ha chiesto a Francesca Albanese, relatrice speciale dell’Onu per i territori palestinesi occupati, di riflettere sui propri eventuali errori: “Qualche errore l’avrà commesso anche lei, quali sono gli errori che eviterebbe di fare?“. La domanda ha messo in luce una risposta cauta e difensiva da parte della relatrice. Albanese ha risposto: “Non credo che sia l’occasione di una confessione personale, la gente non è interessata alla mia vita ma al mio lavoro…”, sottolineando come l’attenzione debba rimanere sul suo operato piuttosto che sulla sua persona.

Ne è seguito uno scambio intenso ma misurato, dove Albanese ha ribadito la gravità della situazione a Gaza: “Un genocidio è divisivo, divide chi lo vuole fermare da chi non lo vede e felicemente si volta dall’altra parte“. La relatrice ha descritto la propria esperienza come punto di riferimento per chi cerca speranza, ma ha rifiutato di individuare un singolo errore: “Forse non ne ho, non ho niente da dire“.

Solo dopo, con un tono ironico, ha aggiunto: “Formigli deve dedicarmi una puntata intera per tutti gli errori che faccio, dalla cura dei capelli al mio accento…”. Il conduttore ha tentato di richiamarla su alcune critiche precedenti, come quelle riguardanti la senatrice a vita Liliana Segre, e Albanese ha precisato: “Io non ho detto che una vittima dell’Olocausto non può essere intitolata a parlare di genocidio. Dà fastidio a me che la senatrice Segre sia presa a modello per negare un genocidio, perché credo che non sia giusto strumentalizzare la vita, l’esperienza, il vissuto di una persona“.