La notizia della scomparsa ha suscitato nuova apprensione: Elia Del Grande, cinquantenne originario di Cadrezzate, non è rientrato alla struttura dove stava scontando una misura alternativa dopo un permesso pasquale. La mancanza di rientro è avvenuta nella serata del 5 aprile 2026, quando l’uomo non si è presentato alla casa lavoro di Alba dopo una licenza di poche ore.
I fatti della fuga
Secondo le ricostruzioni, Del Grande era uscito dalla casa lavoro insieme al cappellano e avrebbe dovuto rientrare entro la serata; il sacerdote ha segnalato l’assenza intorno alle 20:30, quando non lo ha più trovato. La struttura aveva concesso una licenza limitata per motivi legati al servizio volontario presso la mensa della Caritas, dove Elia Del Grande era impiegato come volontario. La scomparsa ha fatto scattare immediatamente le ricerche coordinate dalle forze dell’ordine, che hanno esteso le verifiche alle aree di origine e alle proprietà immobiliari riconducibili al soggetto.
Un secondo episodio in pochi mesi
Non si tratta del primo allontanamento: lo scorso 30 ottobre 2026 Del Grande si era allontanato dalla casa lavoro di Castelfranco Emilia calandosi dalle mura con una corda improvvisata. La latitanza durò 13 giorni e terminò con la cattura a Cadrezzate, il suo paese natale, dopo controlli operati dai carabinieri del Ros e della Compagnia di Gallarate. Quell’episodio aveva già mostrato la capacità di muoversi nell’ambiente locale anche di notte, dettaglio che ora complica le ricerche.
Il passato giudiziario e la misura in corso
La figura di Elia Del Grande resta centrale nelle indagini anche per il suo passato: è l’autore della cosiddetta «strage dei fornai» del 1998, un triplice omicidio che segnò profondamente la provincia di Varese. Dopo aver scontato oltre 26 anni di reclusione, fu rimesso in libertà vigilata e, per successive valutazioni legate a gravi inadempienze, il magistrato ha disposto misure più restrittive, tra cui l’internamento in una casa lavoro. Al momento della fuga, Del Grande stava scontando un periodo di sei mesi nella struttura piemontese denominata «Giuseppe Montalto» in attesa della rivalutazione della sua pericolosità sociale.
La rivalutazione e il contesto normativo
La decisione del magistrato di sorveglianza, rimandata nell’udienza del 26 marzo 2026, doveva definire il prosieguo della misura in relazione alla sua pericolosità. Il procedimento rientra nelle prerogative del sistema giudiziario che valuta il reinserimento progressivo di persone condannate per reati gravi attraverso strumenti come la libertà vigilata e l’assegnazione a strutture lavorative. Nel caso di Del Grande, però, la storia di fughe e la considerazione delle autorità hanno portato a un inasprimento delle cautele.
Le ricerche e gli scenari possibili
Le autorità hanno esteso le ricerche alla provincia di Varese, con particolare attenzione a Cadrezzate, dove Del Grande possiede immobili e dove era stato localizzato dopo la fuga di ottobre. I carabinieri hanno già impiegato risorse locali e del Ros per setacciare i luoghi a lui noti: le dinamiche di spostamento passate descrivono una persona che conosce bene il territorio, capace di muoversi anche in condizioni notturne e che in passato utilizzò un pedalò sul lago di Monate per spostarsi, un elemento che le forze dell’ordine non escludono dalle ipotesi investigative.
Ipotesi investigative e attenzione mediatica
Le ipotesi al momento sono diverse: si valuta la possibilità di un allontanamento volontario con l’intenzione di nascondersi temporaneamente, così come scenari più complessi legati alla difficoltà di monitorare persone con reti locali consolidate. Il coinvolgimento di organi sindacali come il Sappe e le dichiarazioni di rappresentanti del personale hanno fatto salire l’attenzione pubblica, mentre le forze dell’ordine mantengono una strategia che privilegia il controllo dei luoghi già mappati e la verifica di possibili contatti.
Per ora la priorità rimane rintracciare Elia Del Grande in modo da chiarire le motivazioni di questa nuova fuga e garantire la sicurezza pubblica. Le ricerche proseguono e qualsiasi elemento ritenuto utile viene raccolto dalle autorità competenti, che invitano a non diffondere informazioni non verificate per non ostacolare le operazioni in corso.