Nuovo passaggio nell’inchiesta della Procura di Pavia sull’omicidio di Chiara Poggi, per il quale Andrea Sempio è indagato. I suoi difensori hanno depositato un’istanza per chiedere il reinserimento nel fascicolo di 81 intercettazioni che gli inquirenti avevano ritenuto “non rilevanti“. La richiesta è arrivata dopo che l’avvocata Angela Taccia si è recata al Palazzo di Giustizia di Pavia per ascoltare le registrazioni.
Secondo i legali, alcuni dei contenuti esclusi potrebbero contribuire a chiarire il contesto e il significato dei soliloqui dell’indagato.
Garlasco, Andrea Sempio: la richiesta dei difensori sulle intercettazioni
A sostenere l’utilità delle registrazioni sono gli avvocati Angela Taccia e Liborio Cataliotti, che assistono Sempio. Secondo la loro valutazione, le conversazioni potrebbero aiutare a comprendere meglio alcuni discorsi pronunciati dall’uomo quando si trovava da solo.
“Sono discorsi che Andrea faceva, da solo, dopo aver ascoltato alcuni podcast o visto trasmissioni televisive“, ha spiegato Cataliotti. La difesa punta quindi a ottenere una nuova valutazione delle 81 intercettazioni, ritenendo che possano offrire elementi utili per interpretare le parole dell’indagato nel loro contesto.
La richiesta si inserisce nel lavoro investigativo sul caso di Garlasco, che continua a concentrarsi anche su materiali e contenuti acquisiti nel corso della nuova inchiesta.
L’istanza dei legali mira a far entrare nuovamente nel fascicolo registrazioni che, nella valutazione della Procura, non erano state considerate pertinenti.
Sempio: “Non scrivo più diari, anche per paura”
Nel frattempo, Andrea Sempio è tornato a parlare della propria situazione in un’intervista alla trasmissione Dentro la notizia, su Canale 5. Tra i temi affrontati, anche la decisione di non tenere più diari dopo che alcuni scritti sequestrati nell’ambito della nuova inchiesta sono diventati, secondo quanto riferito, elementi d’accusa nei suoi confronti.
“Al momento no, anche per paura. Abbiamo già subito due perquisizioni, ho paura possano venire di nuovo a casa“, ha dichiarato il 38enne. Sempio ha affrontato anche la questione dell’impronta di scarpa, sostenendo che la misura del suo piede all’epoca dei fatti non corrisponderebbe necessariamente a quella ipotizzata. “Quando avevo intorno ai 17-18 anni, già avevo il 44“, ha affermato, aggiungendo che, secondo la sua valutazione, l’impronta potrebbe essere “un po’ più piccola del 42“.
Parlando dell’eventualità di un processo, ha ammesso di temere l’arresto e di pensare alla notte precedente a un’eventuale udienza: “Sicuramente la notte prima non dormirò“. Ha però negato di avere “un peso sulla coscienza“. Infine, ha raccontato di sognare un giorno di costruire una famiglia, pur temendo che, anche in caso di proscioglimento, una parte dell’opinione pubblica continuerebbe a considerarlo colpevole.
