> > Garlasco, l'avvocato di Sempio e la prova che può cambiare tutto

Garlasco, l'avvocato di Sempio e la prova che può cambiare tutto

Garlasco, l'avvocato di Sempio e la prova che può cambiare tutto

Garlasco, i legali di Andrea Sempio puntano su una prova che farebbe scagionare dalle indagini il 38enne pavese.

Il caso di Garlasco è stato ripreso negli ultimi due anni con cambiamenti di fronte che rimpallano tra Alberto Stasi, ora uscito dal carcere dopo aver scontato una pena a 10 anni come prinicpale colpevole dell’omicidio dell’allora fidanzata Chiara Poggi e Andrea Sempio, amico del fratello Marco e che in quegli anni frequentava abitualmente la casa di famiglia.

Garlasco, la posizione di Sempio oggi

Andrea Sempio in passato non era stato considerato tra i principali indiziati per l’omicidio della 26enne ma era stato presente nei giorni immediatamente successivi l’omicidio in quanto amico del fratello e quindi vicino a lui in quel momento complicato.

Tutto cambia per lui nel 2025 quando s i è deciso di riaprire il caso e si è ipotizzato che l’impronta 33 potesse appartenere a lui dato che non sarebbe corrisposta ad Alberto Stasi.

Relativamente alle impronte, ha avuto un ruolo importante sin dalla riapertura del caso anche quella delle scarpe rinvenuta sulla scena del crimine dai RIS.

Essa mostrava un piede dal numero 42 e dalle analisi la calzatura dell’assasino era di marca Frau. Da questo dettaglio sono partite supposizioni che avrebbero portato alla presenza di Sempio sul luogo del delitto.

Lui ha sempre escluso alcun legame con Chiara Poggi pur ovviamente conoscendola in quanto sorella di Marco, la differenza d’età e la mancanza di attrazione avrebbero portato a non instaurare alcun tipo di legame.

Caso Garlasco, le nuove rilevazioni dei legali di Sempio

A parlare ancora del caso sono i legali di Andrea Sempio, in particolare Liborio Cataliotti che intervenendo nel programma Mediaset “Diario del Giorno”, come riporta TGCom24 dimostra che dopo mesi di ricerche sono in possesso di una prova formidabile.

La prova è l’impronta del piede lasciata dall’assassino, analizzata partendo dalle foto e successivamente riprodotta con uno strumento 3D che ha permesso di realizzare un calco in gesso della scarpa che è stato confrontato con quattro calzature identiche a quelle indossate dall’assassino.

Altro elemento probatorio nella ricerca sono stati i raggi al piede di Sempio, ora di misura 44 per verificare di quanto possa essere cresciuto l’arto e come questo non corrisponda con l’impronta rinvenuta sul luogo del delitto.

Cataliotti è poi tornato sull’impronta 33, spiegando che anche loro hanno riprodotto l’esperimento fatto all’epoca, ovvero bagnare l’impronta – riprodotta fedelmente – con sangue, sudore e altro materiale biologico e poi bagnarla con acqua e sottoposta a reagente. Le conclusioni sono diverse da quelle redatte dalla Polizia. Il mistero dell’assassinio di Chiara Poggi si arricchisce di un nuovo capitolo.

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