Una nuova testimonianza entra nel dibattito sugli elementi legati al caso Garlasco. Nella puntata di venerdì 16 ottobre, Quarto Grado ha trasmesso in esclusiva le dichiarazioni della zia di Andrea Sempio, che tra il 2005 e il 2008 lavorava alla Casa circondariale di Vigevano come agente di polizia penitenziaria. La donna ha raccontato di aver regalato al nipote alcuni anfibi provenienti dalle forniture destinate al personale dell’amministrazione penitenziaria, descrivendone caratteristiche e taglia.
Una testimonianza che si inserisce nel quadro degli elementi attualmente al centro dell’attenzione mediatica e investigativa.
La testimonianza della zia: “Erano neri, con la suola a carro armato”
Nel corso dell’intervista, la donna ha spiegato di aver regalato ad Andrea Sempio degli anfibi perché, all’epoca, frequentava la scuola superiore e apprezzava quel tipo di calzature.
“In quegli anni ho regalato ad Andrea degli anfibi. Frequentava la scuola superiore e gli piacevano quel tipo di scarpe che l’amministrazione di polizia penitenziaria ci passava gratuitamente“, ha raccontato.
La zia ha poi precisato che si trattava di scarpe nere, stringate, con la suola a carro armato e della misura 44. “Ad Andrea ho regalato solo anfibi numero 44 tra il 2006 e il 2008“, ha dichiarato, aggiungendo che il nipote aveva il piede largo, una caratteristica che, secondo quanto riferito, condivideva con lei.
Garlasco, il registro di magazzino e le altre testimonianze
Nel corso della trasmissione è stato affrontato anche il tema del registro di magazzino che, secondo quanto riferito, la donna avrebbe dovuto firmare ogni volta che riceveva un indumento o una dotazione dall’amministrazione penitenziaria.
L’avvocato Liborio Cataliotti ha spiegato che, al momento, non sarebbe stato trovato alcun registro. Il legale ha tuttavia sottolineato che la magistratura potrebbe riuscire a reperirlo, considerato che la documentazione sarebbe collegata all’istituto in cui la donna prestava servizio.
“Non sappiamo se esistano ancora, ma questa non è l’unica prova. Abbiamo altre testimonianze“, ha aggiunto Cataliotti.
Le dichiarazioni trasmesse da Quarto Grado rappresentano dunque un elemento da valutare nel contesto più ampio degli accertamenti. La loro eventuale rilevanza dovrà essere verificata attraverso riscontri documentali e investigativi, senza trarre conclusioni anticipate sulle responsabilità o sul significato dei singoli elementi.
