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Gastein 2026: Europa cerca soluzioni per proteggere la sanità

Gastein 2026: Europa cerca soluzioni per proteggere la sanità

Al Gastein 2026 emergono piani per difendere ospedali, rendere la catena farmaceutica più autonoma e accelerare il Biotech Act.

Il penultimo giorno del European Health Forum Gastein tenutosi il 2 ottobre 2026, è stato dominato dalla sicurezza sanitaria. Delegati provenienti da NATO, OMS, RAND Europe e da diverse istituzioni europee hanno messo in evidenza la vulnerabilità delle infrastrutture mediche, soprattutto alla luce del conflitto in Ucraina e delle recenti interruzioni della catena di approvvigionamento.

Durante le sessioni laterali, il presidente del Comitato NATO dei Servizi Medici, Petter Iversen ha illustrato una serie di misure concrete: “È possibile distribuire le strutture su un’area più ampia, nascondendole, anche sotto terra, per renderle meno visibili agli attacchi”. Ha proposto la trasformazione di parcheggi sotterranei in strutture ospedaliere dotate di energia elettrica e approvvigionamento idrico autonomi, un approccio di dual use che potrebbe garantire continuità operativa anche in scenari di guerra.

Ridurre la dipendenza dalle catene di approvvigionamento

Il collega Jarno Habicht rappresentante uscente dell’OMS in Ucraina, ha sottolineato che la resilienza del settore sanitario deve andare oltre le emergenze belliche, includendo calamità naturali e cyber-attacchi. “Si potrebbe avere più pazienti, ma anche una mancanza di elettricità; dobbiamo essere pronti a gestire questi shock“, ha affermato, ricordando recenti blackout dovuti a cyber-intrusioni.

Dipendenza da fornitori extra-UE

Iversen ha inoltre rimarcato che la produzione di farmaci europei è troppo legata a paesi come la Cina. “È fondamentale ridurre le dipendenze da chi non vogliamo dipendere in caso di crisi majeure”, ha detto, indicando la necessità di investire in capacità produttive locali per garantire un approvvigionamento sicuro di medicinali.

Decisioni politiche: Biotech Act, tabacco e accordi farmaceutici

Il giorno precedente, a Dublino, i ministri della salute hanno discusso il futuro del Biotech Act e della normativa sui dispositivi medici. Il Commissario Europeo alla Salute, Olivér Várhelyi ha confermato l’impegno a pubblicare una revisione completa della legislazione sul tabacco, puntando su una regolamentazione più severa per i prodotti a base di nicotina, soprattutto tra i giovani. La ministra irlandese Jennifer Carroll MacNeill ha ribadito l’importanza di un quadro armonizzato a livello UE per contrastare le nuove forme di dipendenza da nicotina.

L’irlandese presidenza del Consiglio UE ha spinto per la conclusione rapida del Biotech Act e della riforma dei dispositivi medici, chiedendo velocità, semplicità e prevedibilità. In Parlamento, la commissione dell’ambiente ha votato 53 a favore di un’estensione di 12 mesi del periodo di protezione dei brevetti, mentre la commissione legale ha confermato la stessa proposta.

L’accordo francese e la risposta europea

Un annuncio improvviso dalla Francia ha portato al centro del dibattito un nuovo accordo farmaceutico sul prezzo dei farmaci, volto a dare “maggiore chiarezza e prevedibilità” alle aziende. Il gesto ha suscitato reazioni contrastanti: l’Austria, attraverso Stefan Eichwalder ha avvertito che un’azione frammentata rischia di indebolire la posizione dell’UE, mentre Yannis Natsis ha chiesto una valutazione critica dei benefici concreti per i cittadini europei. Richard Bergström di IQVIA ha tuttavia evidenziato che l’accordo include norme sulla sperimentazione clinica e la produzione locale, considerandolo “equilibrato”.

Nel Regno Unito, il nuovo Science Minister Chris McDonald ha avviato quattro progetti pilota per adeguare il modello di pricing dei farmaci al contesto statunitense, con scadenza prevista per. L’approccio, definito “sperimentale” dal ministro stesso, punta a definire obiettivi chiari prima di stabilire i mezzi, mantenendo la flessibilità per eventuali aggiustamenti.

Finanziamento della protezione civile e salute

Il comitato per la salute e l’ambiente ha approvato una nuova proposta per il Meccanismo di Protezione Civile dell’UE (UCPM), aumentando il budget a €12,42 miliardi. Il finanziamento sarà suddiviso al 40 % per la protezione civile, al 40 % per le emergenze sanitarie e al 20 % per la flessibilità operativa. Il testo sottolinea l’importanza di rafforzare la cooperazione globale, inclusa la World Health Organization per migliorare la capacità di risposta a livello mondiale.

Tra gli ultimi aggiornamenti, le autorità olandesi hanno segnalato quattro nuovi decessi per il virus West Nile, mentre il consorzio Sanofi-Regeneron ha annunciato una partnership da 8 miliardi di dollari per lo sviluppo di terapie innovative.

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