Durante una pausa estiva a Cuba, l’ex parlamentare del Movimento 5 Stelle ha avvertito un forte mal di testa, sintomo che si è rivelato l’avviso di un edema cerebrale associato a una neoplasia. I medici cubani hanno organizzato immediatamente un intervento per ridurre il gonfiore e consentire la successiva operazione di chirurgia intracranica.
Diagnosi e primo intervento a Cuba
Alessandro Di Battista ha spiegato di essersi sentito male a causa di “un edema cerebrale dovuto alla presenza di un tumore”. Gli specialisti locali hanno somministrato rapidamente farmaci per contenere l’accumulo di liquidi e, pochi giorni dopo, hanno eseguito una resezione chirurgica nella quale è stata rimossa “quasi tutta la massa tumorale“. Dopo l’operazione è stato trasferito in Italia, dove è stato ricoverato al Policlinico Gemelli e dimesso il 18 settembre.
Che cos’è l’edema cerebrale e perché è pericoloso
L’edema cerebrale è un accumulo anomalo di liquido nel tessuto neurale o nelle sue immediate vicinanze. Quando il volume di questo liquido aumenta, la pressione intracranica cresce perché il cranio è una struttura rigida che non può espandersi. Tale aumento di pressione può comprimere il tessuto cerebrale, ostacolare la circolazione sanguigna e provocare sintomi quali cefalea intensa, nausea, vomito, alterazioni visive e difficoltà motorie.
Nei casi più gravi l’edema diventa un’emergenza medica che richiede interventi tempestivi, spesso basati su corticosteroidi come il desametasone per ridurre il gonfiore.
Meccanismo dell’edema peritumorale
Nel contesto di un tumore, i vasi sanguigni intorno alla massa possono perdere integrità, consentendo al plasma di fuoriuscire nel parenchima e generare l’edema vasogenico. Questo fenomeno è responsabile di gran parte dei sintomi neurologici associati alle neoplasie cerebrali, indipendentemente dalle dimensioni della lesione stessa.
Tumori cerebrali: tipologie più comuni e percorsi terapeutici
Il termine “tumore al cervello” comprende diverse patologie oncologiche. Il tipo più frequente è il glioblastoma che conta circa 1500 nuovi casi all’anno e rappresenta il 45 % dei tumori cerebrali primari. Altre forme rilevanti includono i meningiomi i gliomi di basso grado i medulloblastomi e i tumori della pineale. La scelta del trattamento dipende da fattori quali la sede, il grado istologico e le caratteristiche molecolari della massa.
Le linee guida dell’Associazione Italiana Oncologia Medica (AIOM) prevedono, quando possibile, una resezione chirurgica per ridurre la pressione intracranica e rimuovere la maggior parte del tumore. Successivamente si ricorre a radioterapia e, se indicato, a chemioterapia o terapie mirate. Nel caso di Di Battista, i medici hanno sottolineato che la rimozione è stata parziale perché la posizione della lesione richiedeva la salvaguardia dei tessuti neurologici funzionali.
Prospettive per il paziente
Al fine di definire il percorso successivo, è necessario effettuare studi istologici e molecolari sul tessuto asportato. Questi esami determinano il grado di malignità, la presenza di mutazioni (ad esempio del gene IDH) e la possibile risposta a terapie target. Di Battista ha dichiarato di voler affrontare le cure con un “atteggiamento positivo” e ha riconosciuto il ruolo fondamentale dei medici, affermando: “Quelli che non devono mollare sono i dottori”.
Il racconto dell’ex deputato mette in luce l’importanza di riconoscere sintomi neurologici improvvisi e di ricorrere a una valutazione specialistica tempestiva. Un semplice mal di testa, se accompagnato da nausea, vomito o alterazioni visive, può nascondere condizioni gravi come un edema peritumorale o un tumore intracranico. La pronta diagnosi e il trattamento adeguato sono fondamentali per limitare i danni neurologici e migliorare la prognosi.
