E’ scoppiata la polemica dopo il no del Comune di Gallarate all’ipotesi del volantino per la donazione degli organi anche in inglese e in arabo.
“No ai volantini per la donazione degli organi in più lingue”: scoppia la polemica a Gallarate
Nei giorni passati, la presidente della sezione comunale di Aido, Georgia Gionchetta, aveva installato d’intesa con il Comune di Gallarate, un nuovo pannello informativo all’ingresso degli uffici comunali per sensibilizzare le persone alla donazione degli organi.
Gallarate risulta infatti il Comune della provincia di Varese con il più basso numero di consensi espressi al momento del rinnovo della carta d’identità. La presidente aveva anche avanzato l’ipotesi di studiare volantini in arabo e in inglese per facilitare gli stranieri che vivono a Gallarate. Tale ipotesi ha però provocato la reazione dell’assessore Picchetti, espressione di una lista civica vicina al sindaco leghista Andrea Cassani, la quale aveva replicato con una nota alla stampa: “Sostegno alla donazione, ma l’Anagrafe parla italiano.”
La replica di Fondazione Trapianti e Aido
Dopo la decisione dell’amministrazione comunale di Gallarate di non esporre materiale informativo per la donazione degli organi in altre lingue oltre all’italiano, è arrivata la replica di Fondazione Trapianti e Aido: “Informare significa mettere ogni persona nelle condizioni di comprendere e scegliere. La donazione degli organi è un gesto di solidarietà che non conosce confini, appartenenze, origini o differenze culturali.
È una scelta personale e consapevole che può trasformare una perdita in una concreta possibilità di vita per un’altra persona. La cultura della donazione deve poter raggiungere tutte le persone, senza distinzione. Promuovere la donazione significa offrire a ciascuno la possibilità di conoscere, comprendere e valutare consapevolmente una scelta che può avere un valore straordinario per la vita di un’altra persona. L’utilizzo di strumenti informativi in più lingue, laddove possa essere utile a raggiungere e informare un maggior numero di persone, non significa sostituire l’italiano né mettere in discussione l’identità di una comunità. Significa semplicemente rimuovere, quando possibile, un ostacolo alla comprensione di un messaggio importante. La donazione degli organi riguarda tutti: chi oggi può scegliere di diventare donatore, chi potrebbe un giorno aver bisogno di un trapianto e le famiglie chiamate ad affrontare momenti particolarmente delicati.”
