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Omicidio Fatos Cenaj, Moreno Violetto confessa davanti ai giudici: "Sono stato io"

Omicidio Fatos Cenaj, Moreno Violetto confessa davanti ai giudici: "Sono stato io"

Omicidio Fatos Cenaj, Moreno Violetto confessa in aula: la ricostruzione del delitto e i dissidi con il vicino di casa.

Il processo per l’omicidio di Fatos Cenaj si apre con una confessione inaspettata: davanti alla Corte d’Assise di Padova, Moreno Violetto ha ammesso di aver ucciso il 59enne ex poliziotto penitenziario albanese, pronunciando le parole «Sono stato io, chiedo perdono». Al centro del procedimento restano la dinamica del delitto, i dissidi tra vicini e gli elementi raccolti dagli investigatori.

Fatos Cenaj trovato ferito lungo una strada di campagna: morto dopo giorni di agonia

La mattina dell’8 giugno 2025 Fatos Cenaj era stato trovato riverso a terra vicino alla sua bicicletta a tre ruote. A notarlo erano stati, intorno alle 8, due guardiapesca. Inizialmente si era pensato a un malore o a una caduta accidentale, ma gli accertamenti effettuati dopo il trasferimento in ospedale avevano rivelato una realtà diversa: Cenaj era stato colpito alla testa da un proiettile.

Il colpo era entrato nella zona sottostante l’orecchio sinistro, attraversando il capo e fuoriuscendo sopra l’occhio destro. L’uomo è morto dopo tre giorni di agonia.

Le indagini dei carabinieri hanno portato gli inquirenti a concentrarsi su Moreno Violetto, vicino di casa della vittima e fino a quel momento incensurato. Secondo la ricostruzione dell’accusa, all’origine dell’omicidio ci sarebbero stati dissidi maturati nel tempo, anche legati ai confini delle proprietà e ad altri contrasti di vicinato.

Omicidio Fatos Cenaj, la svolta nelle indagini: “Sono stato io, chiedo perdono”

Si è aperto con una confessione spontanea il processo per l’omicidio di Fatos Cenaj, 59enne ex poliziotto della penitenziaria in Albania, ucciso a Fontaniva, nel Padovano, l’8 giugno 2025. Come riportato dal Corriere, davanti ai giudici della Corte d’Assise, nella prima udienza del 30 settembre, il 45enne Moreno Violetto, accusato del delitto, si è alzato prima dell’inizio del dibattimento e ha ammesso le proprie responsabilità. «Sono stato io, chiedo perdono», ha dichiarato, aggiungendo: «Non so cosa mi sia passato per la testa in quel momento» e «Mi pento di quello che ho fatto».

L’imputato, difeso dall’avvocato Stefano Marrone del foro di Venezia, ha poi consegnato alla Corte un assegno da 5mila euro intestato alle parti civili, somma che rappresenterebbe quasi tutto ciò che rimane sul suo conto corrente. La famiglia di Cenaj, assistita dall’avvocata Alessia Clementi, si è costituita parte civile e ha già avanzato una richiesta di risarcimento danni di alcune centinaia di migliaia di euro.

Violetto deve rispondere di omicidio volontario pluriaggravato dalla premeditazione e dai futili motivi e rischia l’ergastolo. La confessione resa all’avvio del processo potrebbe inoltre incidere sui tempi del dibattimento: le prossime due udienze dovrebbero essere calendarizzate a breve e la sentenza di primo grado potrebbe arrivare entro la fine dell’anno.

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