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Garlasco, Alberto Stasi e il nodo del Dna sui pedali: “Va fatta piena luce sulle prove del Ris”

Garlasco, Alberto Stasi e il nodo del Dna sui pedali: “Va fatta piena luce sulle prove del Ris”

Dna sui pedali della bici di Stasi, i due esiti negativi del Ris e i nuovi accertamenti della Procura di Pavia: ecco gli ultimi aggiornamenti sul delitto di Garlasco.

Caso Garlasco, la nuova inchiesta su Andrea Sempio si avvia verso la conclusione, ma restano aperti altri fronti investigativi. Al centro delle nuove verifiche ci sono i dati del Ris sul Dna trovato sui pedali della bici di Alberto Stasi, elemento sul quale la difesa punta per chiedere la revisione della condanna definitiva.

Delitto di Garlasco: Dna sui pedali, i due esiti negativi e le parole di Portera

Al centro delle nuove verifiche ci sono i cosiddetti raw data, cioè i dati grezzi delle analisi genetiche. Come riportato dall’Ansa, nella relazione dei consulenti della Procura, Lorenzo Previderé e Cristina Grignani, vengono esaminati i tracciati inviati dal Ris nel novembre 2025.

Dai documenti emergerebbe un profilo genetico parziale compatibile con quello di Chiara Poggi e due profili completi sovrapponibili per 15 marcatori a quello della vittima. Gli ulteriori tentativi di ottenere un profilo dai campioni prelevati dai pedali della bicicletta «Umberto Dei» avrebbero invece dato esito negativo.

La questione riguarda in particolare due file nei quali risultava «l’assenza di picchi elettroforetici nei profili e, quindi, nessun profilo utile a comparazione».

I documenti riportano come data di esecuzione il 10 settembre 2007 e come data di modifica il 20 settembre. Su questo punto le ricostruzioni non coincidono: i consulenti della famiglia Poggi sostengono che il 20 settembre i file siano stati soltanto aggiornati, mentre la difesa di Stasi e i consulenti della Procura considerano quei risultati negativi successivi al primo esito positivo relativo al Dna di Chiara.

Tra gli ex componenti del Ris ascoltati dagli inquirenti c’è anche Giorgio Portera, che ha precisato di non aver analizzato personalmente il Dna del campione. «Non ho eseguito personalmente l’analisi genetica del campione né ho valutato o interpretato alcun profilo genetico relativo al caso Garlasco durante il mio servizio al Ris di Parma», ha dichiarato come riportato da Il Messaggero. Portera ha spiegato che il collegamento con il campione «BU_P» deriva dalla registrazione di un accesso effettuato con la sua utenza. «Non posso oggi stabilire con certezza se tale operazione sia stata materialmente eseguita da me oppure da un collega che ho fatto accedere allo strumento utilizzando la mia user», ha aggiunto.

Garlasco, Alberto Stasi chiede chiarezza sulle prove del Ris: “Va fatta piena luce”

La chiusura della nuova inchiesta della Procura di Pavia su Andrea Sempio non mette fine agli accertamenti sul delitto di Chiara Poggi. Restano infatti aperti altri filoni investigativi, tra cui quello sull’operato degli investigatori del Ris nel 2007 e sulla gestione dei dati relativi al Dna trovato sui pedali della bicicletta di Alberto Stasi.

È proprio questo elemento a essere diventato centrale per la difesa dell’ex bocconiano, condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi. La legale Giada Bocellari ha annunciato la preparazione di un’istanza di revisione da presentare alla Corte d’Appello di Brescia. «Noi possiamo andare a chiedere la revisione con gli elementi a discarico di Stasi, con quegli elementi nuovi che disintegrano la sentenza di condanna. Se viene meno il Dna sui pedali viene meno tutta la condanna, è l’elemento centrale, credo lo capisca chiunque», ha dichiarato l’avvocata. Bocellari ha inoltre spiegato che Stasi spera che «si assumano le proprie responsabilità» coloro che hanno avuto un ruolo nella gestione degli accertamenti.

Gli investigatori dovranno ora chiarire perché i due risultati negativi non siano stati riportati nelle relazioni dell’epoca e verificare l’ipotesi, ancora da accertare, di un possibile errore nella gestione dei campioni. Intanto la difesa di Stasi prepara la richiesta di revisione, mentre proseguono gli accertamenti sull’operato degli investigatori che lavorarono sul caso nel 2007.

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