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Morte Giulio Regeni, Meloni dopo la sentenza: “Chiudere i canali con l’Egitto non aiuta”

Morte Giulio Regeni, Meloni dopo la sentenza: “Chiudere i canali con l’Egitto non aiuta”

Caso Regeni, Meloni difende la linea del governo dopo la sentenza: Tajani attaccato dalle opposizioni, resta aperto il dialogo con l’Egitto.

Il caso Giulio Regeni torna al centro del dibattito politico dopo la sentenza della Corte d’Assise di Roma. Le condanne di tre agenti dei servizi egiziani per il sequestro del ricercatore hanno riacceso il confronto tra governo e opposizioni, mentre Giorgia Meloni difende la scelta di mantenere aperti i canali diplomatici con il Cairo e Antonio Tajani replica alle critiche ricevute.

Tajani replica alle critiche: “Mi sono limitato a fotografare la sentenza”

Al centro delle polemiche è finito anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani, dopo aver affermato che “c’è stata una condanna, non è stato condannato l’Egitto, sono state condannate tre persone”. Il vicepremier ha respinto le accuse e si è detto “stupito” dalle reazioni, spiegando: “Mi sono limitato a fotografare la sentenza”.

Secondo Tajani, il verdetto è “limitato, perché non ci dice chi sono gli assassini di Regeni”, ma questo non significa rinunciare alla ricerca della verità: “Vogliamo che si faccia piena luce. Non abbiamo mai mollato e non copriamo nulla”. Il ministro ha inoltre rivendicato il valore del lavoro diplomatico, sostenendo che “vale più l’azione diplomatica che il clamore”.

Le parole di Tajani hanno provocato una dura reazione da parte delle opposizioni, che chiedono al ministro di riferire in Parlamento. Elly Schlein ha sostenuto che Tajani avrebbe mostrato di non aver compreso la portata della sentenza, ricordando che tre appartenenti agli apparati di sicurezza egiziani sono stati condannati per il sequestro di Regeni. Dal Movimento 5 Stelle, il capogruppo al Senato Luca Pirondini ha chiesto chiarimenti sulle iniziative che il governo intende assumere nei confronti del Cairo, mentre Nicola Fratoianni ha invocato le dimissioni del ministro e Riccardo Magi ha contestato le sue dichiarazioni.

Morte Giulio Regeni, Meloni sui rapporti con l’Egitto: “Chiudere i canali non aiuta”

La vicenda giudiziaria sulla morte di Giulio Regeni riaccende lo scontro politico tra governo e opposizioni. Da Praga, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha difeso l’atteggiamento mantenuto dall’esecutivo nei rapporti con il Cairo, sottolineando che l’obiettivo resta quello di arrivare alla verità senza interrompere i rapporti diplomatici con l’Egitto. “La richiesta della famiglia di Giulio Regeni, che è anche la nostra, è di verità e giustizia”, ha dichiarato la premier, ricordando che lo Stato italiano è parte civile nel procedimento. Meloni ha quindi spiegato che il governo ha utilizzato “tutti i canali”, compresi quelli “politici e diplomatici con il Cairo”: “Un po’ dubito che chiudendo quei canali ci avviciniamo ai nostri obiettivi piuttosto che allontanarci”. La sentenza pronunciata dalla Corte d’Assise di Roma il 28 settembre ha portato alla condanna a 10 anni di carcere di tre agenti dei servizi egiziani per il sequestro di Regeni, mentre il quarto imputato è stato assolto; l’accusa di omicidio è invece caduta.

La presidente del Consiglio ha inoltre precisato che il verdetto non è ancora definitivo e che ogni eventuale iniziativa dovrà essere intrapresa “nei modi e nei tempi in cui sarà necessario farlo”. Anche per questo, il tema di una possibile estradizione degli imputati viene al momento rinviato agli sviluppi dei successivi gradi di giudizio. La linea dell’esecutivo resta dunque quella di separare il percorso giudiziario dalla gestione dei rapporti internazionali con il Cairo, considerati strategici per diversi dossier che riguardano l’Italia nel Mediterraneo. Il processo italiano si è svolto in assenza degli imputati, dal momento che l’Egitto non ha collaborato all’estradizione degli ufficiali coinvolti.

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