A dieci anni dalla morte di Giulio Regeni, arriva la sentenza della Corte d’Assise di Roma nel procedimento sulla vicenda del ricercatore italiano ucciso al Cairo nel 2016. I giudici si sono pronunciati sui quattro agenti dei servizi segreti egiziani imputati per il sequestro, le torture e l’omicidio del giovane.
Le indagini e i presunti depistaggi sulla morte di Giulio Regeni
Il procedimento è arrivato alla sua conclusione dopo anni di indagini e di difficoltà nei rapporti tra le autorità italiane ed egiziane. Secondo la ricostruzione della Procura di Roma, la collaborazione promessa dal Cairo non avrebbe prodotto riscontri sufficienti e diversi elementi richiesti dagli investigatori italiani non sarebbero mai stati trasmessi. Tra questi figurano dati relativi al traffico telefonico, documentazione della National Security, registri di servizio e informazioni sul monitoraggio di Regeni.
Uno dei passaggi più discussi dell’inchiesta riguarda inoltre la pista della presunta banda criminale che, secondo la prima versione fornita dalle autorità egiziane, sarebbe stata responsabile del sequestro e dell’omicidio. Una ricostruzione che gli investigatori italiani hanno successivamente messo in discussione. Nel corso degli anni, l’indagine si è concentrata invece sugli appartenenti agli apparati di sicurezza egiziani, fino all’iscrizione nel registro degli indagati di diversi funzionari nel dicembre 2018.
La vicenda giudiziaria è così proseguita nonostante le difficoltà legate alla mancata presenza degli imputati e alla cooperazione giudiziaria tra i due Paesi.
Morte di Giulio Regeni, la sentenza dei giudici: tre condanne a 10 anni
Come riportato dall’Ansa, la Corte d’Assise di Roma ha emesso la sentenza nei confronti dei quattro agenti dei servizi segreti egiziani accusati di aver sequestrato, torturato e ucciso Giulio Regeni al Cairo nel 2016. Tre imputati sono stati condannati a 10 anni di carcere, mentre il quarto è stato assolto. Si tratta di un passaggio giudiziario arrivato dopo un procedimento segnato da una lunga ricerca di elementi utili a ricostruire quanto accaduto al giovane ricercatore friulano.
Dalle indiscrezioni di Tgcom24, la pena di dieci anni pare sia stata inflitta ai colonnelli Uhsam Helmi e Athar Kamel Mohamed Ibrahim e al maggiore Magdi Ibrahim Abdelal Sharif, per il quale la Procura aveva chiesto l’ergastolo. Il generale Tariq Sabir, invece, pare sia stato assolto. In aula hanno seguito il verdetto i genitori di Giulio, Paola Deffendi e Claudio Regeni, insieme alla sorella Irene e all’avvocata Alessandra Ballerini.
