Ormai si vive in un momento storico dove le relazioni complice anche il triste momento vissuto con il Covid iniziano con un approccio online e dopo settimane trascorse a scriversi sulle app di messaggistica si arriva la fatidico incontro di persona, ideale per capire se ci sia effettivamente la compatibilità.
Dal virtuale al reale, i rischi sono molteplici
Il virtuale permette alle persone con cattive intenzioni di fingersi ciò che non sono e magari fare leva sull’innocenza di chi si trova dall’altra parte, una persona che effettivamente sta cercando un’amicizia o una storia sentimentale e si trova bene a chattare.
Ma si sa dalla chat alla vita reale cambia tutto o quasi, per questo motivo servono accortezze, una di queste è arrivare all’appuntamento non da soli, avere qualcuno che ci guarda le spalle e che se da lontano nota qualcosa di negativo è pronto a chiamare aiuto.
La fiducia spesso gioca brutti scherzi e ci si può imbattere in situazioni spiacevoli, anche fatali.
L’incontro ed il no che porta alla violenza
Un caso recente descrive proprio questa dinamica, una giovane di 20 anni si è incontrata con un uomo di 38 anni di origine domenicana ma da anni residente in Italia.
Si sono dati appuntamento per una passeggiata lungo il fiume Pescia a Montecatini Terme, mentre dialogavano lui ha tentato di approcciare la giovane sessualmente e lei si è rifiutata. Lui non ha desistito ed ha iniziato a torturarla con l’obiettivo di violentarla.
Per fortuna della giovane donna in quegli istanti di paura e terrore, come riporta il sito Rainews.it, è passato un uomo che ha assistito alla scena ed ha lanciato l’allarme, facendo di fatto scappare l’assalitore.
La tentata violenza rimette a fuoco un problema discusso e mai affrontato con misure adeguate rispetto a chi si approfitta di giovani per violentarle dal punto di vista sessuale.
