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Il piano di Trump, meno sanzioni se Putin libera prigionieri politici

Il piano di Trump, meno sanzioni se Putin libera prigionieri politici

(Adnkronos) - L'ultimo piano di Donald Trump rischia di ridare vigore alla macchina bellica di Vladimir Putin e creare enormi problemi all'Ucraina. Per favorire un riavvicinamento con Mosca, Washington punta a un possibile accordo che prevede la liberazione di detenuti politici da parte del Cremli...

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L’ultimo piano di Donald Trump rischia di ridare vigore alla macchina bellica di Vladimir Putin e creare enormi problemi all’Ucraina. Per favorire un riavvicinamento con Mosca, Washington punta a un possibile accordo che prevede la liberazione di detenuti politici da parte del Cremlino in cambio di un allentamento delle sanzioni americane.

La strategia è stata messa a punto da John Coale, inviato speciale degli Stati Uniti in Bielorussia, sottoposto nei mesi scorsi al presidente americano. Trump, secondo quanto rivelato da The Atlantic, avrebbe dato il suo libera. 

Il piano, ancora nelle fasi iniziali, avrebbe l’obiettivo di creare le condizioni per nuovi accordi commerciali tra Stati Uniti e Russia anche prima della fine della guerra in Ucraina e, sostanzialmente, di reintegrare la Russia nell’economia globali.

Tra i settori interessati ci sarebbero petrolio, diesel, terre rare e altre materie prime critiche. Il meccanismo immaginato da Coale prevede che il Cremlino liberi alcuni prigionieri politici e che Washington risponda con un allentamento delle sanzioni. La liberazione dei detenuti, evidenzia The Atlantic, potrebbe inoltre rafforzare l’immagine di Trump come presidente impegnato nella diplomazia e nella ricerca della pace, anche in relazione alla sua aspirazione al Nobel per la pace. 

Il piano rischia di suscitare forti reazioni tra gli ucraini, gli europei e molti alleati di Trump al Congresso.

Gli accordi commerciali potrebbero infatti far arrivare denaro all’economia russa mentre la guerra in Ucraina è ancora in corso e Mosca continua a rappresentare una minaccia per gli alleati europei di Washington. 

L’idea nasce dall’esperienza maturata da Coale in Bielorussia, il più stretto alleato della Russia. Da oltre un anno l’inviato americano lavora con il presidente Alexander Lukashenko e, secondo The Atlantic, ha contribuito alla liberazione di centinaia di prigionieri. In cambio, gli Stati Uniti hanno allentato alcune sanzioni contro Minsk e avviato un accordo per acquistare fertilizzanti, uno dei principali prodotti di esportazione dell’ex repubblica sovietica. 

Con il sostegno di Trump, Coale sta ora cercando di applicare lo stesso modello alla Russia di Vladimir Putin. L’inviato ha confermato a The Atlantic di aver lavorato alla strategia e ha spiegato che Mosca è coinvolta anche nei negoziati per un possibile accordo sui sali di potassio con la Bielorussia. 

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