Nel corso dell’ultima puntata de “Lo Stato delle Cose” si è parlato del delitto di Garlasco, dopo la chiusura delle indagini e i nuovi elementi emersi, soprattutto relativi all’assenza del Dna di Chiara Poggi sui pedali della bici di Stasi, dati che i Ris, stando a quanto si legge online, sapevano già nel 2007.
Garlasco, scontro in Tv tra Giletti e Garofano: cosa è successo
Su Rai 3 è andata in onda una nuova puntata de “Lo Stato delle Cose”, condotto da Massimo Giletti. Si è ovviamente parlato di Garlasco, in particolare del Dna di Chiara Poggi assente sui pedali della bici di Alberto Stasi. Giletti: “Sui pedali della famosa bicicletta di Alberto Stasi non ci sarebbe mai stato il DNA di Chiara Poggi.
Non solo, si dice che qualcuno dei RIS non avrebbe fatto bene il proprio lavoro, le controanalisi avrebbero infatti dimostrato che le prime analisi fossero sbagliate, ma nessuno pare lo abbia detto.” Presente in studio Luciano Garofano, all’epoca comandante dei Ris dei Carabinieri di Parma, il quale ha respinto ogni accusa: “Trovo vergognosa, indegna, ignobile, oltre che fortemente offensiva la strumentalizzazione che si sta facendo oggi sul comunicato della Procura della Repubblica che riguarda le analisi dei pedali.
Il RIS non ha omesso, non ha nascosto, non ha depistato, il RIS non aveva alcun interesse se non preferire quello che veniva dalle indagini scientifiche. Il profilo di Chiara sui pedali c’era, nessuno lo può cancellare. Non riesco a capire come sia possibile dire il contrario, non trovo i termini per qualificare i giornalisti e chi sta riferendo cose false, di cui ci si assume la responsabilità penale e civile. Quel DNA su pedali c’è“.
“Dovevate dirlo”: scontro in Tv tra Giletti e Garofano su Garlasco
A questo punto Massimo Giletti ha ricordato l’assenza di sangue e l’esistenza di controanalisi da cui emerge che quello non fosse di Stasi, i cui risultati sarebbero stati nascosti. Garofano: “Non le hanno trovate nel fascicolo di Vigevano del 2007, ma sono state consegnate dal RIS a novembre 2025. Non abbiamo nulla da nascondere, altrimenti non sarebbero mai esistite. Non abbiamo mai detto fosse sangue, abbiamo riferito alla dottoressa Muscio che il DNA di Chiara presente sui pedali, che esiste, era ad elevata probabilità da ricondurre a sangue, non abbiamo mai dato la certezza. I risultati negativi di altre due analisi non cancellano quelli positivi, non sappiamo da dove provengano i dati grezzi”. Giletti ribatte: “Nessuno ha pensato di dirlo nel 2007”. E Garofano: “La strumentalizzazione fatta oggi fa credere all’opinione pubblica che noi saremmo disonesti, è gravissimo perché non è così. Tutte le analisi sono state fatte nel contraddittorio, insieme al capitano Marino c’erano i consulenti della difesa Poggi, il dottor Marzio Capra, e i consulenti del dottor Stasi, quindi il professor Avato e il dottor Fabbri.” Per concludere Massimo Giletti ha ricordato quanto l’idea del sangue sui pedali abbia influito sul destino di Stasi: “Arrestato quel giorno sulla base di un’indicazione precisa, la pm era certa dell’informazione avuta dai RIS. Quel ragazzo è finito in galera, forse era vostro dovere dire che il primo risultato fosse positivo, ma il secondo e il terzo no, lo dovevate dire.”
