Il caso della sparatoria di Roberto Mollo verso i ladri che volevano entrare nella sua abitazione nella notte tra il 19 e il 20 settembre scorso. L’uomo si è scusato ed ha spiegato di aver sparato al buio senza vedere dove stava colpendo e di aver capito di aver ucciso un uomo con due colpi.
E’ arrivata la perizia balistica che fa luce sul caso.
Il tentativo di effrazione e la sparatoria
Siamo nella notte tra il 19 e il 20 settembre, Roberto Mollo sta dormendo nella sua abitazione quando sente dei rumori sospetti ed allora prende la pistola che ha vicino al letto.
Esce sul balcone ed inizia a sparare diversi colpi per far scappare gli assalitori, si accorge che uno di questi ha centrato una persona.
Altri ladri scappano per non farsi colpire ma per uno i colpi sono fatali e morirà sul colpo.
Mollo capisce di aver ucciso una persona e chiama immediatamente i Carabinieri spiegando l’accaduto.
12 colpi ed alcuni al torace, i risultati della perizia balistica
La perizia balistica sulla sparatoria di Roberto Mollo è arrivata e lascia poco spazio a fraintendimenti.
Il 36enne avrebbe difatti sparato 12 colpi ad una distanza compresa tra i 10 ed i 30 metri, come riporta Leggo.it, anche se la distanza reale non sarebbe superiore ai 14 metri.
La pistola una Steyr calibro 9×21 ha quindi emesso più di pochi bossoli di minaccia come inizialmente era sembrato di questi uno è stato fatale per Lazri dato che lo ha raggiunto al collo provocandone la morte.
Presenti diversi esponenti del tribunale astigiano, tra cui la procuratrice aggiunta di Asti, Laura Diodato e i periti Stefano Conti per la procura, Ruggero Pettinelli per la difesa e Maurizio Cusimano per la vittima.
Mollo non era presente, in attesa degli esiti ufficiali si faranno prove in notturna per stabilire l’effettiva visibilità a parità di condizioni di luce lunare e meteo di quella notte.
