Furto decisamente insolito alla scuola dell’infanzia Giovanni XXIII di Arcene, in provincia di Bergamo. I ladri sono riusciti a smontare e portare via una parte del tetto dell’istituto, provocando ingenti danni alla struttura e agli spazi esterni. Un episodio che ha lasciato senza parole insegnanti, famiglie e l’intera comunità, mentre i carabinieri cercano di ricostruire la dinamica e risalire ai responsabili.
Rubano il tetto della scuola dell’infanzia ad Arcene: ladri in fuga con il rame
Un episodio tanto insolito quanto grave ha sconvolto la scuola dell’infanzia Giovanni XXIII di Arcene, piccolo Comune della provincia di Bergamo. Al rientro dopo il fine settimana, bambini e insegnanti hanno trovato una parte consistente della copertura dell’istituto completamente smontata e asportata.
A raccontare quanto accaduto è stata la stessa scuola, attraverso un post pubblicato sulla propria pagina Facebook, accompagnato da alcune fotografie che mostrano i danni provocati dai ladri.
Le prime ipotesi investigative fanno risalire il furto alla notte tra domenica 27 e lunedì 28 settembre. I responsabili, al momento ancora ignoti, avrebbero forzato il cancello e raggiunto l’area scolastica con un furgone, necessario per trasportare il materiale sottratto.
Al centro dell’attenzione degli investigatori c’è soprattutto il rame presente nella copertura: considerando la quantità rimossa, i malviventi potrebbero aver lavorato per diverso tempo all’interno del perimetro della scuola.
«Il tetto era stato installato alcuni anni fa durante i lavori di ristrutturazione, i danni non sono ancora stati quantificati, ma sono comunque ingenti», ha spiegato la coordinatrice didattica Michela Sabia, descrivendo le conseguenze dell’incursione.
Ladri nella scuola di Arcene: danneggiati anche il giardino e i giochi dei bambini
Oltre alla copertura dell’edificio, l’azione dei ladri ha lasciato conseguenze anche negli spazi esterni della scuola. Il giardino frequentato quotidianamente dai bambini è stato infatti danneggiato e alcuni giochi sono stati rovinati. Nonostante la situazione, le attività didattiche non sono state sospese. Prima di consentire ai bambini di entrare nell’istituto, la scuola ha consultato il responsabile della sicurezza per verificare le condizioni degli ambienti. «Abbiamo sentito il responsabile della sicurezza, che ci ha confermato che le lezioni si sarebbero potute svolgere perché l’assenza di quella parte della copertura non ne avrebbe inficiato la regolarità», ha precisato Sabia.
Restano ora da chiarire diversi aspetti dell’accaduto: dalla durata dell’azione alla modalità con cui il materiale è stato smontato e trasportato, fino all’identificazione dei responsabili.
