Il pomeriggio di domenica 27 settembre si è trasformato in una scena drammatica davanti alla stazione ferroviaria di Fossano. Una ragazza di 14 anni, di origine marocchina e in possesso di un biglietto valido, aspettava di salire su un autobus della Stat incaricata del servizio sostitutivo per Trenitalia, diretto verso Cuneo.
Secondo quanto riferito dalla minorenne, prima della partenza l’autista le avrebbe rivolto la frase: “Su questo autobus non sali, faccio salire solo gli italiani”.
Interpreta l’intervento come un esplicito rifiuto basato sulla sua nazionalità e, nonostante il titolo di viaggio, è stata lasciata alla fermata.
Il rifiuto di salire al bus sostitutivo a Fossano
La giovane, dovuta a casa a Cuneo, è rimasta per conto suo sulla banchina, mentre l’autista ha proseguito il percorso. Il fratello maggiore, di 28 anni, ha subito raggiunto la stazione al successivo passaggio del mezzo, con l’intento di capire le ragioni del provvedimento.
Le parole contestate dall’autista
Nel confronto successivo, l’autista ha negato di aver pronunciato le parole attribuitegli, sostenendo che la ragazza avrebbe interpretato male il suo discorso. Non è stata fornita alcuna registrazione audio o testimonianza di terzi, perciò la ricostruzione resta basata sui resoconti della vittima e del fratello.
Reazioni della famiglia e interventi istituzionali
Il fratello ha filmato l’incontro, poi ha coinvolto i Carabinieri i quali hanno consigliato di rivolgersi a un legale. Contestualmente la segnalazione è stata presa in carico dalla Rete regionale contro le discriminazioni che ha aperto una pratica per approfondire il caso.
Posizione dell’azienda Stat e dichiarazioni pubbliche
Nella tarda mattinata di martedì, il gruppo Stat ha rilasciato una nota in cui si afferma di ripudiare ogni forma di razzismo. L’azienda sostiene che non risulta alcun rifiuto di accesso da parte del personale e che la ragazza avrebbe sceso volontariamente dal veicolo. Inoltre, Stat ricorda la presenza di dipendenti di diverse nazionalità, tra cui marocchini, afgani, brasiliani, argentini, rumeni e albanesi.
Impatto politico e richieste di chiarimento
Il caso è stato portato all’attenzione del Parlamento: le deputate Chiara Gribaudo e Ouidad Bakkali hanno presentato un’interrogazione al ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, chiedendo chiarimenti su quanto accaduto e sugli accertamenti avviati da Trenitalia. Anche la consigliera regionale di AVS, Giulia Marro, ha definito la vicenda una “discriminazione gravissima” e ha sollecitato le imprese coinvolte a fornire una risposta rapida e, se confermata, a prendere i provvedimenti necessari.
Al momento, la dinamica dei fatti resta soggetta a verifiche ufficiali. Le autorità competenti dovranno accertare se le parole dell’autista siano state effettivamente pronunciate come sostenuto dalla ragazza e, in tal caso, valutare le eventuali responsabilità sia a livello penale che amministrativo.
