Il caso Garlasco, già al centro dell’opinione pubblica da quasi due decenni, torna sotto i riflettori. Nuove dichiarazioni, aggiornamenti tecnici e una serie di interpretazioni contrastanti stanno riaccendendo il dibattito sulla vera dinamica del delitto di Chiara Poggi avvenuto nel 2007.
Le parole di Vittorio Feltri: nessuna prova e responsabilità invisibili
Il direttore del Giornale ha espresso, in un’intervista, il proprio sconcerto verso la valutazione giudiziaria del caso. «Devo confessare che mi viene l’urto di vomito nell’apprendere che solamente adesso queste persone scoprono ciò che era evidente anche vent’anni fa» ha dichiarato. Feltri ha sottolineato che non c’erano prove contro Alberto Stasi, evidenziando la sentenza di assoluzione di primo grado come prova di una chiara mancanza di elementi probatori: «Era evidente, lui aveva capito tutto».
Ha poi puntato il dito contro la Cassazione e i magistrati che, a suo avviso, hanno incastrato un ragazzo innocente tenuto in carcere per 17 anni, Lo stesso tono critico è stato rivolto al nuovo sospettato, Andrea Sempio: «Sono convinto che non esistano prove nemmeno contro di lui. Se me le fanno vedere, magari… ma io non le vedo».
Le sue affermazioni, pur polemiche, hanno riacceso l’interesse verso le prove rimaste fino ad oggi inesplorate.
Procura di Pavia chiude le indagini su Andrea Sempio: i nuovi elementi tecnici
Il 30 maggio la Procura di Pavia ha notificato ad Andrea Sempio l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, confermando che il capo d’incolpazione resta invariato. Tra i risultati più discussi vi sono le analisi relative alla traccia di scarpa rinvenuta nella villetta di Garlasco. Gli esperti hanno stabilito che la misura del piede di Sempio è compatibile con una scarpa Frau numero 42, escludendo quindi un’incompatibilità fisica tra l’impronta ricavata e la calzatura dell’uomo.
Traccia di scarpa e compatibilità con misura 42
Le indagini tecnico-forensi hanno confermato che l’impronta di dimensione 33 non contraddice le caratteristiche del piede di Sempio, il che rende inefficace l’argomento dell’incompatibilità come elemento di difesa. La Procura, inoltre, ha sottolineato che tutti gli atti investigativi, comprese le indagini integrative, sono stati depositati secondo l’articolo 415 bis del Codice di procedura penale.
Analisi del DNA sui pedali della bicicletta di Umberto Dei
Un altro tassello fondamentale riguarda il DNA prelevato dai pedali della bicicletta appartenente a Umberto Dei, allora fidanzato della vittima. Due analisi elettroforetiche effettuate il 20 settembre 2007 non hanno prodotto profili genetici, ma questi risultati non sono stati considerati “doppie negatività” dopo il precedente match del 19 settembre che aveva confermato l’appartenenza della traccia alla vittima Chiara Poggi. La Procura ha dichiarato che i campioni sono stati esaminati da prof.ssa Cristina Cattaneo e prof. Biagio Fugenio Leone i quali hanno stabilito che le lesioni erano prodotte prima della morte, con un intervallo di sopravvivenza compreso fra 15 e 30 minuti, fino a un massimo di 60 minuti.
Le ricostruzioni forensi: tempi delle lesioni e interpretazione medico-legale
Le perizie medico-legali hanno indicato che la causa del decesso è stata una grave lesione all’occipite, compatibile con una colluttazione e con ferite da difesa. Le lesioni sono state valutate come subite prima della morte con un intervallo di tempo che suggerisce una possibile sopravvivenza di poco più di un’ora. Questi dati sostenuti da Cattaneo e Leone rafforzano la tesi secondo cui l’evento è stato un’aggressione violenta, piuttosto che un incidente accidentale.
Il nodo dei file “negativi”: la versione di Marzio Capra
Il consulente della famiglia Poggi, Marzio Capra ha voluto chiarire un punto al centro delle recenti discussioni: l’esistenza di due file “negativi” relativi alle analisi del DNA. Secondo Capra, la run date dei file è 10 settembre 2007, mentre la date modified è 20 settembre 2007. Questo significa che l’analisi è stata eseguita il 10 settembre, ma i file sono stati modificati o aggiornati successivamente, senza rappresentare nuovi test. Capra afferma: «Quello che la difesa di Stasi indica come un esito negativo datato 20 settembre 2007 è una “corsa” del campione inibito del 10 settembre 2007».
Data di “run” e “modifica” dei risultati elettroforetici
La differenza tra le due date è cruciale perché, se interpretata come due test separati, suggerirebbe che la Procura avesse omesso risultati potenzialmente esoneranti per Stasi. Capra sostiene invece che i file erano già presenti e documentati, e che la loro “modifica” non cambia il contenuto analitico. La Procura, nella sua relazione, ha comunque indicato che i risultati del 19 settembre, che confermarono la presenza del DNA di Chiara Poggi sui pedali, erano “oltre ogni ragionevole dubbio”.
Il caso Garlasco rimane quindi un mosaico di testimonianze, perizie e interpretazioni contrastanti. Mentre le parole di Feltri continuano a sollevare dubbi sulla solidità delle condanne, le nuove evidenze forensi forniscono spunti per una revisione più approfondita. Resta da vedere se la Procura o eventuali ricorsi potranno riapportare alla luce elementi che, fino a poco fa, erano rimasti “sepolti” nei documenti tecnici.
