Dopo 12 anni di presenza militare, l’Italia ha ritirato le truppe dall’Iraq. Ecco che cosa ha detto in merito il Ministro della Difesa Guido Crosetto.
Difesa, l’Italia ritira le truppe dall’Iraq dopo 12 anni di presenza militare
Dopo 12 anni di presenza militare, l’Italia ha ritirato le truppe dall’Iraq.
L’Impegno italiano in Iraq era cominciato nel 2014, con l’ascesa dello Stato Islamico, con migliaia di militari che hanno preso parte per anni all’operazione chiamata Inherent Resolve, ovvero la coalizione creata al fine di combattere Daesh, e alle attività di addestramento e assistenza delle forze armate irachene e dei peshmerga del Kurdistan.
Il rientro italiano era già in larga parte completato dal marzo 2026. Nelle ultime settimane sono rimasti in Iraq soltanto i team necessari al recupero e al trasferimento dei materiali.
Difesa, l’Italia ritira le truppe dall’Iraq. Crosetto: “Nuova fase”
Queste le parole del Ministro della Difesa Guido Crosetto: “Con il rientro degli ultimi militari impegnati nel recupero e nel trasferimento dei materiali logistici, si conclude oggi la presenza delle nostre Forze Armate in Iraq.
L’Operazione Inherent Resolve (Oir) della Coalizione internazionale e la Nato Mission Iraq continueranno infatti a operare da altri Paesi. La Nato Mission Iraq, in particolare, rimarrà operativa dalla sede temporanea di Lago Patria, in provincia di Napoli, presso il Joint Force Command Naples della Nato. Come concordato con le Autorità di Baghdad, le forze armate italiane, insieme a quelle degli altri Paesi della Coalizione e della Nato presenti in Iraq, hanno lasciato il territorio iracheno entro la scadenza del 30 settembre. Da domani, quindi, viene meno la nostra presenza militare in Iraq. Non per una decisione italiana, ma perché entriamo in una fase diversa, concordata con le Autorità irachene e con i Paesi partner, che prevede la piena assunzione di responsabilità da parte delle forze di sicurezza irachena. Si conclude così un impegno durato dodici anni, nel corso dei quali migliaia di nostri militari hanno operato in Iraq, contribuendo alla lotta contro Daesh, alla sicurezza del Paese e alla formazione delle Forze Armate irachene e delle forze di sicurezza del Kurdistan iracheno.” Crosetto ha poi spiegato che il rientro delle nostre forze armate “non significa la fine del rapporto con un Paese importante e amico, né preclude future forme di collaborazione e cooperazione. Al contrario, vogliamo rafforzare questo legame. Cambia la forma del nostro rapporto: meno presenza militare sul terreno e sempre più collaborazione, formazione, scambio di competenze e sviluppo delle capacità delle Forze Armate irachene. È una nuova fase, nella quale l’Iraq assume direttamente una responsabilità sempre maggiore per la sicurezza del proprio territorio e nella quale l’Italia intende continuare a fare la sua parte. Ringrazio gli uomini e le donne delle nostre Forze Armate che hanno servito in Iraq in questi dodici anni. Hanno fatto il loro dovere con professionalità, spirito di sacrificio e senso di responsabilità. A tutti loro va la mia gratitudine.”
